Questa è una storia tutta siracusana. Una storia che antepone a tutto la parola solidarietà. E’ la storia del piccolo Francesco, che a novembre spegnerà 12 candeline.
Francesco è un bambino bello e sorridente. Un bambino come tutti i bambini che a soli 17 giorno del suo compleanno nel passato 2018 è stato investito mentre attraversava sulle strisce pedonali. A seguito di un ricovero e dei vari accertamenti i medici riscontrarono una epifisiolisi della tibia distale e frattura del perone della gamba sinistra.
Ma la vita di Francesco da quel 4 novembre del 2018 è cambiata, così come è cambiata quella della sua famiglia. E’ proprio papà Antonio che, lanciando una raccolta fondi, parla di quanto accaduto a suo figlio.
Francesco, come leggiamo, dopo un primo intervento effettuato a Siracusa con le conseguenti e frequenti sedute di fisioterapia (che svolte tutt’oggi) accusa continui dolori e non riesce a camminare a causa di un peggioramento del quadro clinico.
Nel corso di una visita specialistica presso la “Casa di Cura Villa Stuart” a Roma, svolta il 17 aprile 2021, il medico chirurgo specialista in ortopedia e traumatologia, Alexander Kirienko, ha riscontrato il blocco parziale della crescita nella porzione mediale posteriore della placca di accrescimento della tibia sinistra. Blocco che, con il tempo, ha provocato una grave deformazione dell’articolazione.
La situazione di Francesco peggiora di giorno in giorno. Francesco cresce e con lui crescono anche i dolori che si fanno sempre più forti a causa di uno sviluppo “errato” della parte compromessa.
La speranza però c’è. E l’appello del papà di Francesco, che ha lanciato una raccolta fondi sul web, è quello di riuscire a fare operare, grazie ad un costoso intervento, suo figlio per consentirgli di tornare a camminare e crescere con serenità, senza zoppicare, e senza alcun problema che possa compromettere il suo futuro.
“Ringrazio tutti coloro che contribuiranno alla realizzazione del sogno di mio figlio Francesco” – scrive papà Antonio alla fine della raccolta fondi raggiungibile tramite questo link (CLICCA QUI).
Ma sappiamo benissimo che nelle parole di papà Antonio non c’è solo la realizzazione del sogno di Francesco ma anche quella di un genitore che quotidianamente vede soffrire il proprio figlio e che vorrebbe per lui la vita spensierata di un bambino di 11 anni.
Noi ci auguriamo che Francesco, per cui si è mosso con una campagna di sensibilizzazione anche il mondo ultras aretuseo, torni a ruggire da bravo piccolo leone. E che queste 12 candeline le possa spegnere “riaccendendo” il sorriso ed i sogni di un bambino che ha tanta voglia di fare.


