News Siracusa. <Rompi il muro del silenzio. Racconta. Chiedi aiuto. Perché è un tuo diritto. Per affrontare il dolore. Per ricominciare a vivere>.
E’ questa una delle frasi presenti all’interno dell’opuscolo informativo distribuito questa mattina in piazza Duomo per la campagna “Questo non è amore” dove un camper della Polizia di Stato, con a bordo un equipe di poliziotti altamente specializzati, il medico della Polizia ed alcuni rappresentanti delle reti antiviolenza del del Codice Rosa dell’Ospedale “Umberto I” di Siracusa ha stazionato in vista della giornata internazionale contro la violenza sulle donne che si celebrerà domani.
Poliziotti all’opera questa mattina, nel cuore di Ortigia, per informare i cittadini sul problema, purtroppo in crescita, che rappresenta la violenza sulle donne.
<Se ti ricatta, se danneggia le tue cose, se ti isola, se pretende sesso quando non vuoi, se ti intimidisce, se ti fa del male fisico, se ti schiaffeggia, se ti chiude in una stanza, se ti offende, se ti umilia, se minaccia te e i tuoi figli, se ti chiede “l’ultimo appuntamento”, se ti prende a calci, ti tira i pugni e ti strappa i capelli, se ti telefona di continuo per insultarti, se minaccia la tua libertà anche economica, se ti infastidisce con sms ossessivi, se ti controlla, se ti segue… questo non è amore>.
Ed è proprio sulla base di queste parole che abbiamo ascoltato il Questore Gabriella Ioppolo, attorniata dal suo qualificato staff, in merito al delicato argomento.
<Un progetto ministeriale iniziato nel 2016 – dice il Questore Gabriella Ioppolo – che viene costantemente seguito dalla direzione centrale ed al quale teniamo fortemente in quanto oltre ad avere dei risvolti positivi serve a sensibilizzare un po tutti in quanto unisce l’insieme delle competenze di Polizia di Stato, associazioni, enti medici. Denunce in aumento questo 2018 e lo dimostrano anche il numero provvedimenti che la Questura di Siracusa ha effettuato (già trenta, ndr)>.
<Invito le donne a denunciare – conclude il Questore Gabriella Ioppolo – perché solo così possiamo intervenire e prevenire il fenomeno. Invitiamo anche chi è a conoscenza di fatti violenti di denunciare e chiedere aiuto alle forze dell’ordine. Solo denunciando una donna può riuscire a salvarsi>.


