News Siracusa. Il Comitato Ortigia Sostenibile attraverso una lettera aperta, indirizzata alla Soprintendenza di Siracusa, al Sindaco, al Prefetto, all’Assessorato Regionale dei Beni Culturali, alla Procura della Repubblica, alla Stampa, lancia un appello affinché vengano messe in atto tutte le misure di protezione delle aree pubbliche di valore archeologico, storico, artistico e paesaggistico.
«Sull’argomento – spiega il Comitato – molto si è dibattuto, attraverso azioni mirate, petizioni popolari, assemblee cittadine, e non ultimo nel corso del convegno organizzato dal comitato il 20 maggio 2017 alla Camera di Commercio. Ma, di fatto, non risultano istituiti né un accordo di pianificazione fra Comune e Sovrintendenza, né un tavolo tecnico, così come non risulta siano state adottate singole misure di regolamentazione, prevenzione, repressione o revoca di fenomeni di occupazione del suolo pubblico in prossimità dei Beni del Patrimonio storico-culturale».
«L’anno 2018 – aggiunge il Comitato Ortigia Sostenibile – ha visto nascere non pochi esempi di dubbia liceità, e fra questi, oggetto di non poche polemiche, il chiosco-bar della Piazza d’Arme del Castello Maniace, il dehors-pizzeria sul sagrato della chiesa di San Giovannello, la disposizione di tavolini e banchetti di souvenir in prossimità della scalinata della Chiesa del Collegio, il dehors-bar sul Cantonale monumentale del Teatro Comunale, le invasive installazioni commerciali sulla via Saverio Landolina, via del Crocefisso ristretta dai tavoli della pizzeria, spazi occupati da sedie e tavolini segnati dai contenitori della spazzatura in via dei Mille, e ancora, l’anarchia di furgoni per consegna merci a tutte le ore del giorno nel centro storico, compresa piazza Duomo e piazza Minerva».
«Uno per tutti, l’esempio – conclude il Comitato – che oggi il comitato vuole porre all’attenzione è la Chiesa di San Giovannello alla Giudecca, oggi, e da anni ormai, occupata sul portale d’ingresso da un dehors -pizzeria. E’ evidente che si tratti di suolo pubblico concesso al privato legalmente, ma questo, se possibile, rende ancora più inquietante la vicenda. Il Comitato Ortigia Sostenibile ri-comincia da qui, col nuovo anno, questa ennesima battaglia, appellandosi con forza all’articolo 52 del Codice dei Beni Culturali, perché Comune e Soprintendenza adottino le previste misure per il decoro del Patrimonio artistico -culturale della città, e in particolare del centro storico».


