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Siracusa. Pillirina colma di rifiuti: volontario la ripulisce e con i rifiuti crea opere d’arte

di Marco Panasia
8 Aprile 2017
Siracusa. Pillirina colma di rifiuti: volontario la ripulisce e con i rifiuti crea opere d’arte
 

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News: affrontare in maniera creativa il problema dei rifiuti può produrre due conseguenze: la prima creare una nuova bellezza, la seconda poter sviluppare idee imprenditoriali in un momento critico sulla sfera occupazionale. Alessandro, siracusano, sembra aver coniugato entrambe le possibilità, realizzando opere d’arte con i rifiuti del mare, riuscendole poi a vendere a privati. Alessandro costruisce piccole barchette con la plastica che arriva dal mare, plastica che non può essere reciclata perchè deteriorata dall’acqua salata e dal sole. Un personale riciclo creativo che comincia dal rifiuto e arriva alla bellezza. Se un tempo il riciclo, infatti, era una corrente di tendenza “radical chic” oggi riciclare è divenuto un imperativo culturale. Se un tempo era moda, insomma, adesso è necessità, soluzione.

<<Aiutare l’ambiente e il portafoglio, una formula doppiamente vincente>> sostiene Alessandro, ambientalista a tempo pieno. Le sue passioni sono il mare e la barca a vela. E Alessandro, come ogni siracusano che si rispetti, vive il mare tutto l’anno. Anche l’inverno, “quando puoi vivere il mare dall’interno” in lunghe passeggiate lungo la costa, all’Arenella, alla Fanusa, alla Pillirina. E’ proprio nell’aera marina protetta che Alessandro armato di buste di plastica, tanta volontà e buon senso civico ha ripulito la spiaggetta dalla plastica, dal legno e da altri rifiuti provenienti dal mare. Un gesto passato inosservato. Se non fosse per una notizia, quella pubblicata qualche giorno fa da Skyscanner, riguardante una classifica tra le spiagge più belle d’Italia (LEGGI QUI).

Alessandro ha deciso di pubblicare sui social alcune foto della sua performance ecologica alla spiaggetta della Pillirina. Hai deciso di uscire allo scoperto, perchè? <<Ho raccolto alcuni scatti di quella giornata di pulizia alla spiaggetta della Pillirina e ho deciso di pubblicarli per far sapere quali erano le reali condizioni della spiaggia. Era e sarebbe ancora sporca se non l’avessi pulita io la scorsa settimana>> – Alessandro si ferma, poi riprende – <<non voglio ne essere ringraziato ne fare pubblicità per un gesto così normale>>. Si, perchè pulire  una spiaggia sembra anormale, un’azione eclatante che fa scalpore. Eppure in qualsiasi altro luogo del mondo è un gesto quotidiano.

Alessandro vuole, semplicemente, lanciare un messaggio: <<Quello che manca è l’educazione, educare al rispetto dell’ambiente. Basterebbe poco per salvaguardare l’ambiente, una spiaggia. A cominciare dal non sporcarla…Per esempio, porto sempre con me una busta di plastica quando in estate vado al mare, è una mia buona abitudine>>.

Alessandro lavora a casa, è qui che progetta le sue barchette. E ha deciso di inventare anche un nome per il suo progetto: “Il legno del Mediterraneo”. Cosa significa questo nome? <<Il legno del Mediterraneo, insieme alla plastica del Mediterrano, al piombo del Mediterraneo, al vetro del Mediterraneo è quello che trovo lungo i litorali delle mie zone di mare, durante le mie passeggiate. L’idea coniuga la pulizia dei litorali, il riciclo dei materiali raccolti e le mie creazioni. Barchine a vela create con legnetti marini provenienti dal mar mediterraneo, raccolti lungo i litorali, frammenti di storia erranti donati ad arte dal mare>>. E come ogni artista, portare in vita qualcosa che hai in testa, produce delle emozioni. E tu? <<Quando hai qualcosa di “nuovo” fra le mani, miracolosamente salvato dall’oblio dell’inquinamento, ti rendi conto che hai salvaguardato l’ambiente e che hai ottenuto qualcosa di nuovo sfruttando il processo del riciclo>>.

Le idee per evitare gli sprechi e per riciclare ciò che produciamo e che scartiamo sono davvero innumerevoli, e se prestiamo attenzione ci accorgiamo di quante potenziali creazioni e soluzioni abbiamo sotto i nostri occhi.  Alessandro, qual è il segreto per cambiare la mentalità di chi, ancora, non recicla? <<Il segreto è non vedere questi gesti non solo come passaggi obbligati, dettati dalle nostre coscienze e dal senso civico, ma anche come una vera e propria fonte di ispirazione per creare oggetti che abbiano, ancor prima di vedere la luce, una storia da raccontare – Alessandro conclude il suo discorso, dicendo – . Cominciare a fare in prima persona la raccolta differenziata da l’idea di quanti rifiuti noi stessi produciamo e di quanto questi possano essere ingombranti e dannosi per l’ambiente. Se all’inizio risulta faticoso ricordare dove, come e quando smaltire tutto ciò che esce dalle nostre case, dai nostri uffici, dalle nostre attività, a lungo andare risulta invece gratificante rendersi conto di quanto importante siano questi piccoli gesti quotidiani>>.

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Tags: ambientepillirina
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