News Siracusa. La Pro Recco vince per 11 a 5 alla “Paolo Caldarella” nella dodicesima giornata di campionato, prima partita del 2019. Coach Piccardo, in tribuna per squalifica, recupera Cassia e Rotondo. Con la calottina numero 10, libera dopo la partenza di Vapenski, il giovanissimo Mattias Ortoleva.
Anche il grande Rudic deve fare i conti con una squadra reduce dalla lunga sosta e con giocatori aggregati alla Nazionale di Campagna nella trasferta americana. In vasca però, nonostante qualche errore di troppo da una parte e dall’altra, inimmaginabile durante altri momenti della stagione, viene fuori una partita divertente che ha tenuto acceso l’entusiasmo del pubblico presente.
Tra i locali, oltre alla cinquina realizzata da Giacoppo, ottima prestazione di Caruso, Cassia e Farmer, protagonisti in una partita non semplice. Partita buona per entrambe le squadre che adesso dovranno riprendere il ritmo campionato.
“Non era facile riprendere dopo la sosta – ha dichiarato Giacoppo dopo il match – e nelle condizioni in cui siamo arrivati a questa partita, ma abbiamo dimostrato che stiamo lavorando bene. Dobbiamo metabolizzare la partenza di Vapenski, pesante da un punto di vista emotivo e tecnico, ma la rosa è completa e servirà l’apporto di tutti per non cambiare i nostri obiettivi. Enrico Caruso non lo scopriamo certo oggi e Farmer sta crescendo tanto. Cassia ha dimostrato di essere in grado di reggere questo campionato e, anche oggi, nei momenti difficili è stato in grado di dare un apporto importante”.
“Partita buona per analizzare il nostro stato di salute” ha commentato il tecnico della Pro Recco Ratko Rudic. “Venivano da una sosta troppo lunga, con atleti in nazionale e un buon allenamento a Zagabria. Abbiamo commesso degli errori che, di solito, evitiamo. Dobbiamo lavorare per riprendere il giusto ritmo. Il campionato è più equilibrato e, insieme a noi, ci sono almeno due squadre che possono contendersi il primato. Mi ha fatto piacere tornare qui alla Caldarella, una piscina intitolata ad un atleta importante per me e con il quale ho vinto un’Olimpiade. Qui a Siracusa sono emozionalmente legato anche come atleta; affrontavo l’Italia da giocatore della Jugoslavia nel 1964″.


