News Siracusa. Ieri il Gip del tribunale aretuseo, Carla Frau ha interrogato e firmato i provvedimenti di arresto ai danni dei sei soggetti indagati coinvolti nell’inchiesta “Port Utilty”.
I sei professionisti, Gaetano Nunzio Miceli, Giovanni e Pietro Magro, soci della Tecnass, Giovanni Sarcià e Venerando Toscano, componenti dell’Autorità portuale di Augusta, e Antonino Sparatore, sono accusati di corruzione e turbativa d’asta nell’ambito delle gare d’appalto bandite dall’Autorità Portuale megarese per la realizzazione di importanti opere infrastrutturali del locale porto commerciale.
Gli appalti “pilotati” rientrano in quelli previsti nella “Scheda Grandi Progetti – Hub porto di Augusta”. Le opere sono state finanziate con fondi PON e ammontano a circa 100 milioni di euro.
L’indagine tecnica sui computer ha poi acclarato che lo studio di progettazione aveva stipulato accordi con le imprese che avrebbero vinto gli appalti ancor prima che venisse pubblicato il bando di gara. Inoltre gli stessi indagati, sentiti sul punto, hanno ammesso che gli atti di gara erano stati predisposti da mano privata.
Figura di spicco del complesso sistema corruttivo è risultato l’ingegnere dello studio di progettazione, il quale assume il ruolo di “regista” del sistema di distribuzione degli appalti. Soci in affari sono risultati invece gli altri titolari dello Studio, un architetto e un geometra, tra loro fratelli e i due funzionari pubblici “piegati” al generale sistema.


