News. “Un parroco dotato di straordinaria umanità ma allo stesso tempo rigoroso nei valori”. Questo il ricordo del sindaco, Francesco Italia, di don Antonino Burgio, parroco e fondatore della chiesa Maria Madre di Dio, al quale oggi è stato intitolato un largo in viale Santa Panagia, a pochi passi da quella che è stata la sua parrocchia.
Alla cerimonia, alla quale hanno assistito circa cento parrocchiani, hanno partecipato anche l’assessore alla Toponomastica, Cosimo Burti, cresciuto nella chiesa di don Burgio, l’attuale parroco, don Santino Fortunato, e i nipoti del religioso giunti da Solarino.
“Don Burgio – ha aggiunto il sindaco Italia – è stato un mio padre spirituale e di lui ho fortemente vivo il ricordo della sua umanità che però si trasformava in fermezza quando doveva trasmettere certe regole di comportamento e certi valori sani. Fu un padre nell’accezione migliore del termine, che si spese per la sua comunità, ed allora trovo magnifico che, attraverso questa intitolazione, egli resti vivo in uno dei luoghi più transitati della città a pochi passi dalla sua parrocchia”.
Don Antonino Burgio morì all’età di 74 anni, nel 2008, dopo essere stato parroco in viale Santa Panagia per oltre 36 anni, prima in un garage e poi nella chiesa Maria Madre di Dio che lui fece costruire trovando le risorse e impegnandosi nei lavori in prima persona. Costante è stata la sua missione verso i giovani, i poveri, i disadattati, gli anziani, gli ammalati e le persone sole e, su questo solco, realizzò la prima Caritas parrocchiale di Siracusa. L’inaugurazione di oggi cade proprio nel giorno della sua nascita.
Padre Fortunato, che già nel 2009 aveva presentato con i parrocchiani la richiesta di intitolazione di una strada, ha tracciato un profilo di don Burgio evidenziandone “la sapienza e la lungimiranza con le quali ha accompagnato generazione di fedeli, tanto da diventare uno dei sacerdoti più amati e apprezzati della diocesi”. Dopo averne sottolineato l’impegno per la comunità anche con iniziative di carattere sociale, lo ha indicato ad esempio “perché il suo agire era fondato sul suo essere e, dunque, è stato un genuino ed autentico testimone della fede, lasciandoci in eredità la sua testimonianza sacerdotale”.
Il ringraziamento da parte della famiglia è arrivato da una nipote, Paola Burgio, che ha ricordato come don Antonino abbia trasmesso a tutti l’insegnamento di vivere una spiritualità concreta legati ai valori migliori.


