Un bambino di quattro anni circa, con i capelli a caschetto, tiene strette tra le manine due piccole macchinine rosse. Le fa scivolare, come in corsa tra le pareti fredde di una chiesa, con l’ingenuità di chi non è consapevole di quello che sta succedendo.
Una delle due macchinine scivola per terra e lui sorridente. La raccoglie. Dentro la chiesa di Sant’Antonio da Padova oggi il silenzio è più rumoroso di mille urla di dolore. Un silenzio sordo ma stridente come il rumore assordante di quel tragico impatto che ha strappato alla terra un bambino di soli quattro anni in un tragico incidente in Scozia.
Al centro, tra centinaia di persone c’è quella piccola bara bianca con una foto di un bambino sorridente nei suoi quattro anni. <Oggi è il giorno del silenzio, dell’amore e della fede> – ha detto il parroco che ha celebrato il funerale del piccolo Lorenzo morto a seguito di un incidente stradale avvenuto in Scozia, dove si trovava in vacanza con i suoi genitori alla fine di luglio. Proprio nel giorno in cui tutti erano impegnati a guardare la luna nell’eclissi lunare totale più lunga del secolo in concomitante congiunzione con Marte: il pianeta Rosso.
Quella notte, però, non è stata uguale per tutti. Perché mentre due genitori perdevano il proprio figlio altri partivano in un viaggio della “speranza” per cercare di trovare chiarezza a quelle telefonate “feroci” che nessuno al mondo vorrebbe mai ricevere.
Tra parenti, colleghi di mamma e papà in alta uniforme, amici e compagnetti di classe, oggi Siracusa ha salutato per l’ultima volta il piccolo Lorenzo, in silenzio, mentre tantissimi palloncini bianchi, con il suo nome scritto sopra in blu, volavano in alto in cielo con il pensiero comune di tutti i presenti: “perché?”
Lorenzo non c’è più adesso e nessuno di noi riuscirà mai a trovare una giustificazione a tutto questo dolore.


