News Siracusa. Giustizia, democrazia, legalità, rispetto per l’ambiente. E’ quanto ha invocato per l’ennesima volta ieri mattina Fabio La Ferla, presidente dello sportello di Siracusa di “Ona Generazione Futura” e promotore di un’iniziativa di protesta davanti alla portineria di Isab Lukoil.
Ancora una volta ha chiesto che vengano effettuate le bonifiche e si proceda alla riconversione di impianti industriali che hanno provocato l’inquinamento dell’aria e del suolo.
“No alle raffinerie, no al cancro”, questo lo slogan di una manifestazione sentita, alla quale ha preso parte anche l’avvocato Ezechia Paolo Reale, consigliere comunale, da sempre in prima linea nella battaglia per il rispetto dell’ambiente.
Presenti anche Claudia De Luca, vice di La Ferla, Alessandra Barbone del consiglio direttivo di “Ona Generazione Futura”; Salvo Scarfì e Flavia Scollo, soci dell’associazione.
«Siamo arrivati all’epilogo di una situazione drammatica – ha detto Fabio La Ferla – E’ giunto il momento di dire basta! In ogni famiglia c’è un malato di cancro e sono davvero rammaricato di non vedere la presenza dei siracusani ad una manifestazione che interesserebbe tutta la città. Manifestazione riuscita – ha rilevato La Ferla – una presenza massiccia ma non ancora abbastanza per chiedere il diritto alla salute pubblica. Non dobbiamo avere paura di nulla, nemmeno di queste multinazionali che continuano ad inquinarci, provocando morti e sofferenze a Siracusa e provincia. Dispiace – ha aggiunto La Ferla, non senza polemica – la mancata partecipazione delle associazioni ambientaliste. Se non ci rendiamo conto che il problema interessa davvero tutti, non riusciremo mai ad ottenere nulla. Io però non mi arrendo e continuerò a lottare con tutte le mie forze. Lo farò – ha proseguito il presidente di “Ona Generazione Futura di Siracusa” – fin quando gli organi competenti, a cominciare dalle istituzioni e dalla magistratura, non prenderanno seriamente provvedimenti per venire a capo di questa drammatica situazione. Basta con le morti da inquinamento, la vita è molto più importante del lavoro e lo Stato ha le sue responsabilità, dato che alcune aziende che sono state presenti qui, come l’Eni, erano a partecipazione pubblica. Ringrazio don Palmiro Prisutto per la forza che ci dà in questa battaglia. Suo malgrado non ha potuto partecipare al sit-in di oggi, ma le sue parole al telefono mi sono state di grande conforto».
Ex dipendente di Isab Lukoil, La Ferla ha parlato anche del suo disagio personale. Pochi mesi fa è stato licenziato, dopo 20 anni, da questa multinazionale. Il motivo sarebbe riconducibile al sostegno pubblico alla candidatura a sindaco di Reale.
A sostegno di La Ferla, ancora una volta l’avvocato Ezechia Paolo Reale. «Sono qui – ha sottolineato – come leader di Progetto Siracusa che, in consiglio comunale, può contare su 5 esponenti. E’ necessario intervenire e farlo in fretta, Siracusa non può più aspettare. Il Consiglio deve fare sentire la sua voce, può e deve incidere su un problema che riguarda tutti. Credo che iniziative come questa siano importanti perché richiamano l’attenzione della pubblica opinione su un problema che non può e non deve essere mai dimenticato. Per quanto ci riguarda, il prossimo passo, dopo l’attivazione di radioterapia a Siracusa, dovrà essere quello di creare un reparto specifico all’ospedale di Augusta per chi ha contratto l’asbestosi. Incontreremo a tal proposito l’assessore regionale Ruggero Razza. Ci auguriamo di essere ancora una volta d’aiuto al territorio, sperando che anche le altre forze politiche comincino a fare qualcosa di concreto per Siracusa».


