News Siracusa: con un abbinamento piuttosto raro tra sax, soprano e chitarra, rappresentato da un organico abbastanza inconsueto, il concerto del Duo Chisax, formato da Gianfranco Brundo e Antonio Grande, che si terrà domenica 3 settembre ore 21 per il Festival Musica Sotto le Stelle sempre nel cortile dell’ex Convento del Ritiro, si presenta con numerose particolarità.
Inusualità dell’ensemble a parte, il duo proporrà per l’occasione musiche famosissime che, nelle elaborazioni proposte, acquisteranno una luce nuova e molto particolare.
Il titolo del concerto “come un Film” è indicativo delle numerose incursioni nel mondo delle colonne sonore e, già nell’apertura dedicata a Piazzolla, troviamo Oblivion e Ave Maria, che appartengono alle musiche per il film “Enrico IV” di Marco Bellocchio, libera trasposizione dell’omonimo dramma di Pirandello.
Questa prima parte rivolta a Piazzolla, che si completa con Milonga en ay menored il celeberrimo Libertango, lascia poi spazio ad una finestra su un altro prestigioso autore come Ennio Morricone, dalla cui copiosissima produzione sono tratti Gabriel’s oboe (da “The Mission”), Playing Love (da “La leggenda del pianista sull’Oceano) eC’era una volta il West, leitmotiv dell’omonima pellicola di Sergio Leone.
La successiva versione per chitarra di Summertime (da “Porgy and Bess” di George Gershwin) ad opera di Mario Gangi, uno dei maggiori virtuosi dello strumento nel Novecento, precede l’Histoire du Tango, dove Piazzolla descrisse alcuni dei passaggi salienti della diffusione del celeberrimo ballo, dalle origini, nei postriboli di Buenos Aires, fino ai giorni nostri.
Penultimo pezzo in programma Song for Helena (da “Nuovo Cinema Paradiso”), che nel 1988 segnò la prima collaborazione di Andrea Morricone con il padre Ennio, mentre la chiusura è affidata a Le avventure di ChisSax, che presenta come sottotitolo “sette stati d’animo per sax soprano e chitarra”, dove Antonio Grande dà anche un saggio della sua abilità compositiva.
Per quanto riguarda i due bravissimi interpreti, che costituiscono un duo molto affiatato, si caratterizzano entrambi per un suono nitido, teso ad integrare in modo equilibrato strumenti abbastanza diversi fra loro, con un risultato finale di grande raffinatezza.
A ciò va aggiunta la solida struttura delle elaborazioni, che si devono al già citato Mario Gangi, a Gianfranco Brundo (per la parte di Histoire du tango affidata al sassofono) e ad Antonio Grande per il resto dei brani.

