News Siracusa. «Emanuele non si è suicidato ma è stato ucciso: questa è la convinzione dei familiari, degli amici e di larga parte dell’opinione pubblica ed è stata la conclusione a cui è pervenuta la Commissione Parlamentare d’inchiesta nel mese di dicembre 2017. Commissione Parlamentare, a cui da componente ho dato il mio convinto contributo, che ha svolto un lavoro rigoroso e approfondito con l’audizione di 45 persone e l’acquisizione di piu’ di 5 mila pagine di documenti. Un lavoro serio e impegnativo che ha consentito di illuminare tante zone grigie e scoperto fasi, momenti, fatti che erano stati sottovalutati se non presi del tutto in considerazioni nelle fasi delle varie indagini». Questo il lungo commento di Pippo Zappulla, di Articolo Uno Movimento Democratici e Progressisti.
«Dopo anni lunghissimi di dolorosi silenzi, di omertosi e inquietanti tentativi di insabbiamento la Procura di Pisa ha ritenuto, dunque, valide le ragioni per riaprire l’anno scorso le indagini fino ad annunziare – in queste ore – i primi provvedimenti: Un arresto per concorso in omicidio e altri due indagati. L’azione meritoria della Procura di Pisa va sostenuta – aggiunge ancora Pippo Zappulla – senza se e senza ma, fino a conclusione delle indagini e nella stessa fase processuale».
«Un grande abbraccio va ai familiari e all’associazione “Giustizia per Lele” – continua Zappulla – La loro tenacia, il loro impegno, la loro forza e coraggio ha aiutato tutti noi a non mollare.
Credo proprio si sia aperta la stagione della verità – conclude Pippo Zappulla – nessuna vendetta, nessuna condanna nei confronti delle forze armate e dell’arma a cui va il massimo del rispetto ma si squarci il velo indecoroso e vergognoso della falsità e delle coperture che è indubbio esserci state, paghino i responsabili materiali e chi li ha consapevolmente coperti. Si vada quindi avanti: Verità e giustizia per Lele, per un ragazzo pieno di vita a cui è stata colpevolmente tolta la vita, per la sua famiglia e per i tanti che gli hanno voluto e vogliono bene».
«Verità e Giustizia per Lele da oggi non rappresentano solo un anelito al quale fin dal primo momento non abbiamo mai smesso di credere ma finalmente sono obbiettivi raggiungibili – questo è stato invece il commento dell’assessore alle Politiche Culturali, Fabio Granata il quale ha aggiunto che – anche per questo ci costituiremo parte civile come Amministrazione Comunale nel nome di un giovane siracusano che ricorderemo per sempre. E che personalmente ricorderò sempre con le sue parole nel momento dei saluti prima del maledetto corso: Fabio torno presto e mi piacerebbe fare il magistrato nel nome di Paolo Borsellino»


