Già nella giornata di ieri in parecchi sapevano il nome dell’agente della Polizia Municipale aggredito in tardi mattinata in Corso Umberto.
Per correttezza abbiamo deciso di oscurare il nome, nonostante sui social sia ripetuto all’infinito. Proprio lui, ieri sera, ha affidato al suo profilo Instagram un pensiero correlato dalla sua mano, un braccialetto al polso con i colori arcobaleno (l’uomo è molto conosciuto in città per il suo attivismo nel mondo delle associazioni) e accanto un’ulteriore bracciale di plastica, con il suo nome, cognome e data di nascita.
Un pensiero che abbiamo deciso di pubblicare per intero: “Nella tarda mattinata di oggi, in servizio di Pronto Intervento della Polizia Municipale, durante un controllo della sosta in Corso Umberto I, sono stato vittima di una ignobile proditoria aggressione da parte di due soggetti inqualificabili: oltraggiato, minacciato, spintonato, sono caduto a terra e preso a calci. La mia collega di pattuglia, intervenendo coraggiosamente, è stata offesa e spinta a terra. Al Pronto Soccorso mi hanno diagnosticato la frattura di una costola.
Sono dolorante e riesco a fatica a respirare e a parlare, ma ciò che più mi ha fatto male è stato sentire le urla di incitamento della folla ai due aggressori, e le ingiurie all’indirizzo della Polizia Municipale e dell’Amministrazione, sintomo di una insofferenza verso la legalità sempre più diffusa. Ringrazio quanti con affetto mi sono stati vicino, i miei colleghi e le mie colleghe, il Comandante, il Sindaco e la Giunta comunale e tutti gli amici e le amiche delle Associazioni, compagni e compagne di lotte per l’affermazione dei diritti e della legalità, a tutti e a tutte il mio pensiero, certo che una Siracusa diversa si può e si debba costruire“.
Il “tribunale” dei social, intanto, si divide come di consuetudine. Ai commenti di solidarietà si affiancano commenti di violenza.


