News Siracusa: a pochi giorni dalla celebrazione dell’assemblea provinciale del PD, avvenuta lo scorso 30 Marzo alle ore 18 presso il salone dell’Hotel del Santuario, a nutrire perplessità sono Paolo e Tony Gulino rispettivamente ex coordinatore cittadino e componente della direzione regionale.
“La strada di un accordo politico per la ricomposizione del partito è tutta in salita – affermano i due – per questo avevamo sempre sperato, che gli organi di garanzia, quanto meno, discutessero del ricorso avverso al risultato dell’ultimo congresso, che ha portato ad un vulnus nella rappresentanza delle varie aree negli organismi del partito”
Tony e Paolo Gulino disapprovano la condotta della leadership renziana del partito. A tale riguardo dichiarano: “L’aver proceduto, a distanza di 18 mesi circa, alla ricerca di una difficile mediazione ed aver abbandonato la strada della chiarezza, rappresenta un fallimento della leadership dei renziani della provincia di Siracusa, che non ha saputo costruire rapporti politici a Palermo ed a Roma, che avrebbero portato, quanto meno, all’esame del ricorso”.
Proseguono dichiarando: ”Un gruppo ristretto di persone deciderà il nuovo assetto, che dovranno assumere gli organismi del Partito, senza passare da un nuovo congresso che poi si celebrerà alla naturale scadenza tra circa 2 anni. Il partito è chiamato a ricostruire una nuova credibilità, un nuovo rapporto con iscritti e simpatizzanti, perché è stato distrutto un patrimonio, che la segreteria cittadina e gli organismi della città avevano saputo costruire, portando al successo il centro sinistra con il Sindaco Garozzo”
I due esponenti del Pd richiedono maggiore impegno nel privilegiare l’obiettivo della pacificazione interna al partito e criticano aspramente la condotta del deputato nazionale Pippo Zappulla e del coordinatore dell’area DEM di Siracusa Enzo Pupillo che, a parer loro, “non sono entrati ancora nell’ordine di idee, che un Partito diviso fa male sia alla provincia che a loro stessi”.
Concludono infine: “Nel malaugurato caso, che tale mediazione fallisca, chiediamo agli organismi regionali e nazionali il commissariamento del partito e la celebrazione di un nuovo congresso, con la scelta del segretario attraverso elezioni primarie aperte”.


