
Notizie a Siracusa: lei si chiama Angela ed ha 66 anni. Nel 2007 la donna rimane vedova. Dopo la dipartita del signor Concetto, per Angela e la sua famiglia inizia il declino.
Insieme alla donna, abitano la figlia, il genero e tre nipoti.
Nessuno di loro, non per volontà, riesce a trovare un lavoro in questo periodo di vera e propria crisi. Angela è la capofamiglia. In casa, infatti, si vive con la pensione della “nonna”.
Cinquecento euro (di cui una piccola parte è per l’invalidità di Angela che ha subito due interventi a cuore aperto) non bastano a coprire le spese di una casa di sei persone.
Dopo la morte del marito per Angela e la sua famiglia inizia il susseguirsi degli sfratti.
“Ogni sei mesi – afferma Angela con un filo di voce – un ufficiale giudiziario viene a notificare lo sfratto. Con grossissime difficoltà cerchiamo sempre di pagare, anche se in netto ritardo, per evitare che ci buttino fuori di casa”.
Negli occhi di Angela si legge la disperazione di una donna che vede “morire”, oltre le sue, anche le speranze dei nipoti. Le due ragazze di 17 e 22 anni nonostante la constante ricerca non riescono a trovare nessun lavoro. Il più piccolo dei nipoti, invece, ha solo 14 anni e frequenta la scuola.
I dolori non finiscono e Angela confessa che molte volte la famiglia non riesce a mangiare.
“Usufruiamo di una mensa in Ortigia – continua Angela – un luogo, dove non si mangia benissimo e che il sabato e la domenica è chiuso. Durante il fine settimana scendono le lacrime per i morsi della fame. Più di una volta siamo stati costretti a digiunare”.
La situazione della famiglia di Angela sembra molto più complessa rispetto a quanto possa già apparire. La figlia di Angela, infatti, nel 2008 fu sottoposta ad un intervento di plastica protesica laparocele con restrizione omentale e lisi delle aderenze. Nel corso degli anni successivi Maria (è questo il nome della figlia) iniziò ad accusare, in sede sotto ombelicale, la comparsa di tumefazioni e turbe del traffico intestinale. Per la figlia di Angela, al più presto, si prospetta un nuovo intervento che dovrà svolgersi a Catania.
“Grazie al cielo – s’illumina, per quanto possibile, Angela – parecchie volte siamo aiutati. Dal 2009 alla mia famiglia si è affiancato un <angelo>, una donna, che ci aiuta a pagare l’affitto, ha comprato un frigo per il nostro appartamento e durante le feste pensa ai bisogni primari della mia famiglia”.
Brillano d’amore vero gli occhi di Angela quando parla del suo <angelo>, quella donna dal cuore grande e l’animo buono che aiuta la sua famiglia. “Questa signora – prosegue Angela – ha realizzato il sogno più grande di mia nipote di 17 anni provvedendo a pagare le spese della divisa per suonare nella banda musicale”.
Angela si sofferma come a prendere fiato, prima di proseguire raccontando alcuni passaggi delicati della sua vita. Momenti come la morte di un figlio piccolo. Diventa scura in volto, quando ricorda il 2014 come un anno pieno di lutti e momenti di dolore, come la perdita della propria madre.
“Oltre ad avere un angelo sulla terra – esclama convinta la minuta signora – sono certa che dal cielo il mio bambino e mia madre mi assistono nei momenti di sconforto”.
Angela non chiede nulla. Lei e la sua famiglia non chiedono nulla. Del resto fanno già parte di una categoria che, purtroppo, sembra appartenere a quella dei dimenticati.
Angela chiede solo un briciolo di dignità lanciando un appello, “chiunque possa ci aiuti offrendo dei piccoli lavori. Io potrei fare la portiera, anche di notte, le mie nipoti potrebbero lavorare in qualche bar mentre mio genero si adopera in lavori di muratura”.
La storia di Angela non può rimanere isolata. Per paura e per decoro Angela ci ha chiesto di omettere il suo cognome. E’ stata disposta a farsi fotografare solo a patto che il suo volto fosse oscurato. Angela, come mille altre donne “coraggio”, ha voluto affidare la sua storia per cercare di trovare una soluzione a quello che si trova costretta a vivere insieme al resto della sua famiglia.
Chiunque volesse rispondere all’appello di Angela, può inviare una mail alla nostra redazione: redazione@siracusatimes.it

