Dopo la pubblicazione, interale, della lettera ricevuta da Christian Leonardi, accusato in primo grado di giudizio alla pena dell’ergastolo per l’omicidio della moglie Eligia e la conseguente morte della bambina che la donna portava in grembo da otto mesi, abbiamo contattato la famiglia Ardita per il corretto diritto di replica.
Replica arrivata “in punta di piedi” con pochissime stringate parole firmate dall’intera famiglia Ardita.
<In riferimento alla lettera pubblicata stamane da alcuni organi d’informazione (ndr. Siracusa Times e La Sicilia), scritta dal detenuto Leonardi per perorare la propria causa, oramai abituati ai suoi continui cambiamenti di umore e di pensiero, non replicheremo alle sue parole, non volendo entrare nel merito del contenuto fortemente provocatorio e di facile smentita, essendosi già espressa la Corte d’Assise del tribunale di Siracusa. In attesa di conoscere il verdetto della Corte d’Appello di Catania, non intendiamo polemizzare né tantomeno partecipare ad alcun dibattito tecnico. Tuttavia, ribadiamo la nostra piena e totale fiducia nella giustizia, nei nostri avvocati e consulenti. Eligia e Giulia meritano rispetto e verità. La loro memoria non sia infangata da altre menzogne>.
L’unica richiesta, di una famiglia con la quale siamo in stretto contatto dal 2015, è stata quella di far vedere la foto di una donna che tutti chiamano mamma Eligia mentre accarezzava e guardava soddisfatta il suo pancione ormai simbolo della fondazione dedicata all’infermiera siracusana ed alla piccola Giulia.


