News: il teatro greco di Siracusa è pronto ad ospitare il 53esimo ciclo di rappresentazioni classiche. Si alza il sipario il 6 e il 7 maggio. La fondazione Inda mette in scena “Sette contro Tebe” di Eschilo, “Le Fenicie” di Euripide e “Le Rane” di Aristofane. Novità di questa edizione, gli spettatori stranieri avranno a disposizione un audio-guida con la traduzione simultanea delle tragedie, voluta dal direttore artistico Roberto Andò. Nella cavea inferiore del teatro, uno scudo in legno che riproduce l’immagine dei gradoni in pietra. Lo scopo è duplice: tutelare il Teatro greco dal calpestio degli spettatori e, allo stesso tempo, non nasconderlo all’occhio dei tanti ospiti durante le rappresentazioni.
E poi le tragedie. “Sette contro Tebe” racconta la guerra fratricida tra Polinice ed Eteocle, figli sfortunati di Edipo e di Giocasta. La maledizione avvolge ancora e sempre la famiglia che era stato di Cadmo e poi di Laio, ma incombe anche sulla città e il suo destino. Tebe viene accerchiata da sette eroi, armati fino ai denti, con scudi enormi che raccontano storie di violenza, e minacciano la città schierandosi davanti alle sette porte di Tebe.
Eschilo narra la vicenda che sarà l’antefatto dell’Antigone di Sofocle, che inizia là dove finisce i “Sette contro Tebe”, con la morte dei due fratelli, seguita dall’editto del re Creonte, fratello di Giocasta, unico uomo della stirpe reale, rimasto in vita, che vieta la sepoltura del traditore Polinice. La regia è affidata a Marco Baliani, attore e regista. E nel finale la scena di Carlo Sala prevede una agorà bombardata, con i crateri e i superstiti che si allontanano come profughi, immagini per noi fin troppo riconoscibili.
Lo stesso argomento viene trattato da “Le Fenicie”, che manca dalle scene da 49 anni, tragedia dalla dimensione familiare. Giocasta, in scena la grande Isa Danieli, apre lo spettacolo, mettendo in piazza tutte le sue angosce, i suoi sensi di colpa, racconta la orribile vicenda dell’incesto involontario con il figlio Edipo ed è certa che l’intera famiglia debba soccombere, che gli Dei non vorranno risparmiare nessuno dei suoi figli, ma sono pur sempre figli.
Questa non è una tragedia di guerra, ma di rapporti incancreniti e per dare risalto e distacco alla triste vicenda, Euripide si inventa un coro di donne straniere, le Fenicie, simbolo di una Grecia arcaica e di un mondo che ancora conosceva la pietà. In scena anche Giordana Faggiano, Gianmaria Martini, Guido Caprino. Protagonisti della tragedia di Eschilo, Marco Foschi e Anna Della Rosa.
Per arricchire, ancor più, questa grande e lunga stagione, la commedia “Rane” di Aristofane, in scena dal 29 giugno al 9 luglio, con Salvo Ficarra e Valentino Picone, con la regia di Giorgio Barberio Corsetti, artista tra i più rappresentativi della scena europea.

