
Cresce nel siracusano il dato relativo alla mortalità relativa ai tumori. Si è passati da mille morti nel 2014 a 1150 nel 2015. L’incremento è strettamente collegato al forte inquinamento della città. A sostenerlo è il parlamentare dell’Assemblea Regionale Siciliana Pippo Gennusso che ha aggiunto: “Serve un intervento energico della magistratura contro le lobby del petrolio, anche perché la legge deve essere uguali per tutti. Chi uccide deve pagare”. Il parlamentare continua: “La zona di Priolo, Melilli e Augusta, è quella più colpita dai fumi provenienti dalle industrie. E ad Augusta, ogni fine mese il parroco della chiesa Madre, don Palmiro Prisutto, legge il lunghissimo elenco di morti per inquinamento.
I cittadini chiedono bonifiche e risposte immediate a quella che è oramai diventata una ecatombe. Le grandi industrie del Petrolchimico non possono avere alibi affermando che danno un’occupazione, quindi portano ricchezza al territorio. Non è più come una volta quando nella zona industriale tra diretto e indotto venivano impiegate quindicimila persone. Oramai sono rimasti qualche migliaio perché le multinazionali senza investire per l’ambiente, pensano più al profitto che alla salute dei cittadini. Soltanto la magistratura può fermare morte e scempi ambientali, portando a termine le inchieste che ha avviato negli anni. Bisogna portare nelle aule dei tribunali coloro i quali hanno provocato questo disastro”.
Non ci sono altri termini per definire la situazione, se pensiamo che un abitante su due è minacciato dalle emissioni di gas dai fumi velenosi dalle industrie e dallo smog in generale, riscaldamento domestico, scarichi delle auto comprese, dalle sostanze interrate, insieme agli idrocarburi. Curarsi non è sempre facile e, in alcuni casi, costringe a spostamenti che richiedono anche un impegno economico. Alcuni arrivano a dover richiedere finanziamenti per curarsi, andando incontro alla concreta possibilità che il prestito venga tra l’altro rifiutato. “Uno studio dell’OMS – conclude Gennuso – conferma da anni che tutti i siti industriali sono a forte rischio per la salute delle popolazioni residenti nel circondario, fino a un raggio di circa 15/20 chilometri in linea d’aria. Il sistema di produzione dei prodotti chimici e della raffinazione, continuano a fare un numero altissimo di morti per cancro, per linfomi, per leucemie, oltre al grave fenomeno della nascita di bambini malformati. Quest’ultima legata direttamente all’inquinamento del mercurio. E’ arrivato il momento di dire basta”.
