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Siracusa. Il Tocilizumab produce miglioramenti in altri 8 pazienti affetti da Covid19

L'infettivologa Antonella Franco afferma che l'esperienza siracusana dell'utilizzo del farmaco per curare l'artrite reumatoide produce miglioramenti nella lotta al coronavirus

di Alessia Lorefice
27 Marzo 2020
Siracusa. Il Tocilizumab produce miglioramenti in altri 8 pazienti affetti da Covid19

Immagine di repertorio

 

News Siracusa. Il farmaco per curare l’artrite reumatoide produce miglioramenti nei pazienti affetti da Covid19.

«L’utilizzo del Tocilizumab sta dando segnali di miglioramenti nei pazienti affetti da Covid-19», lo afferma l’infettivologa Antonella Franco direttore del reparto di Malattie infettive dell’ospedale Umberto I di Siracusa.

Ed è proprio all’Umberto I di Siracusa che ieri sono tornati a casa i 6 pazienti guariti clinicamente dal Covid19, trattati con Tocilizumab il farmaco per l’artrite reumatoide.

«Riguardo l’esperienza siracusana – spiega l’infettivologa Antonella Franco – sia con protocolli terapeutici suggeriti dalle linee guida Simit sia con il farmaco Tocilizumab, oltre ai due pazienti guariti sia clinicamente sia sierologicamente con tampone negativo ripetuto a distanza di 24 ore e dopo 14 giorni dalla remissione della sintomatologia e 6 pazienti guariti clinicamente, dimessi alcuni a domicilio e altri presso il centro Covid di Noto, in atto, fra i ricoverati, almeno altri 8 pazienti  tra quelli trattati con il Tocilizumab hanno dimostrato netta remissione della sintomatologia con scomparsa della tosse, della febbre, della dispnea e miglioramento della saturazione di ossigeno e sono prossimi alla dimissione».

«L’attuale pandemia è grave – conclude l’infettivologa –  ed è necessario restare a casa ed isolarsi per evitare la diffusione del contagio e applicare le norme igienico – sanitarie e i comportamenti dettati dal Ministero della Salute».

«Alla luce della necessità di rendere omogenea sul territorio nazionale la definizione di soggetto guarito, sia clinicamente, sia dall’infezione da SARS-CoV-2, sia di soggetto asintomatico che ha eliminato il virus – aggiunge l’infettivologa – il Comitato Tecnico-Scientifico del Dipartimento nazionale della Protezione civile definisce clinicamente guarito da Covid-19, un paziente che, dopo aver presentato manifestazioni cliniche (febbre, rinite, tosse, mal di gola, eventualmente dispnea e, nei casi più gravi, polmonite con insufficienza respiratoria) associate all’infezione virologicamente documentata da SARS-CoV-2, diventa asintomatico per risoluzione della sintomatologia clinica presentata. Il soggetto clinicamente guarito può risultare ancora positivo al test per la ricerca di SARS-CoV-2. Il paziente guarito è colui il quale risolve i sintomi dell’infezione da Covid-19 e che risulta negativo in due test consecutivi, effettuati a distanza di 24 ore uno dall’altro, per la ricerca di SARS-CoV-2».

«La definizione di eliminazione del virus indica la scomparsa di RNA del SARS-CoV-2 rilevabile nei fluidi corporei – conclude l’infettivologa – sia in persone che hanno avuto segni e sintomi di malattia, sia in persone in fase asintomatica senza segni di malattia. Per il soggetto asintomatico, si ritiene opportuno suggerire di ripetere il test per documentare la negativizzazione non prima di 14 giorni (durata raccomandata del periodo d’isolamento/quarantena) dal riscontro della positività. La definizione di scomparsa dell’RNA virale è attualmente data dall’esecuzione di due test molecolari, effettuati normalmente a distanza di 24 ore, aventi entrambi esito negativo. Il Comitato Tecnico-Scientifico raccomanda che queste definizioni siano diffusamente e omogeneamente adottate da tutte le Regioni».

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Tags: CoronavirusCovid19ospedale umberto I siracusa
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