«Fu così che andò via. Sta partendo. Intorno all’anno mille portarono via le mie spoglie. Oggi è la volta dell’icona del Caravaggio» scriveva così ieri sul suo profilo social, Paolo Giansiracusa docente di storia dell’arte, annunciando di fatto la partenza del capolavoro caravaggesco del Seppellimento di Santa Lucia.
Il prezioso quadro farà tappa a Roma dove verranno effettuate analisi tecniche all’istituto centrale del restauro e infine giungerà a Rovereto e precisamente al Mart, museo sede della mostra dedicata proprio a Caravaggio.
Non è bastata la raccolta firme e la lunga lettera indirizzata al Ministero dei Beni Culturali a fermare il trasferimento del prezioso quadro.
In una lettera firmata da un gruppo di intellettuali, artisti, accedemici, docenti universitari ed esperti ed estimatori di opere d’arte veniva chiesta l’emanazione di un decreto di inamovibilità dell’opera e della sua musealizzazione.
Quello di ieri è stato per il professore Giansiracusa e per la Sicilia, a suo dire, “un giorno di lutto”.
Non sono mancate le reazioni e i commenti della politica in merito alla prestito e alla gestione dei Beni Culturali definita dall’On. Giovanni Cafeo come «totalmente improvvisata».
«Avevamo chiesto chiarimenti – prosegue Cafeo – e soprattutto garanzie per l’opera e per gli accorgimenti di sicurezza che ci avevano promesso, non abbiamo ottenuto nulla ma in compenso per accontentare gli amici si è comunque fatta partire, nonostante la contrarietà espressa chiaramente della città».
«Resta la speranza di rivederla al più presto al suo posto, in Borgata – conclude l’On. Cafeo – ma al momento ci rimane soltanto la triste immagine di un pezzo fondamentale della storia e cultura di Siracusa imballato e caricato su un camion».
L’auspicio di molti è quello di un ritorno del dipinto prima della festa di Santa Lucia, per la quale il quadro rappresenta un elemento importante del suo culto.
Auspicio che diventa una “rassicurazione” con le parole del parlamentare del Movimento 5 Stelle, Paolo Ficara che annuncia: «il Caravaggio tornerà entro il 13 dicembre, il giorno della festa in onore della patrona. Ho avuto la conferma dal Fec che nei mesi passato ho interrogato più volte su questa vicenda».
Il Ficara e il deputato regionale Zito vogliono al contempo vederci chiaro e conoscere il perché «di una decisione assunta dal Fec in assoluta solitudine: ci riferiamo al via libera per la partenza, nonostante l’espresso e manifesto parere contrario del Comune di Siracusa e della Curia. Non ci lascia soddisfatti l’atteggiamento del ministero diretto dalla Lamorgese e rispettosamente ci domandiamo che senso abbia avuto il vertice in Prefettura a Siracusa della scorsa settimana se tutto era già deciso, o quasi. Avere ignorato la volontà espressa di una città capoluogo è istituzionalmente irrispettoso, a nostro parere. Ma ciò non toglie che diversi errori siano stati condotti anche a Siracusa, di posizione e di gestione. Ad esempio, l’avere puntato in una prima fase sullo stato di salute dell’opera, ritenuta bisognoso di restauro, si è rivelato un boomerang e non solo comunicativo. Pur con tutte le buone volontà messe in campo, la mossa ha finito per rafforzare la posizione di chi chiedeva il trasferimento del Seppellimento».
«Concentrarsi su lamenti e critiche purtroppo non serve – concludono Paolo Ficara e Stefano Zito – Bisogna, dolorosamente, fare tesoro di questa esperienza. Se tutti i beni e tesori che Siracusa conserva e custodisce nel nome di Lucia, da Ortigia alla Borgata, fossero messi in rete attraverso un percorso cultural-turistico, questo avrebbe garantito una diversa difesa dello spirito identitario e di culto dell’opera del Merisi. Invece, la debolezza del tessuto locale, dove ogni cosa è staccata e distanziata da quella accanto, ha permesso al Fec di decidere senza avvertire la benchè minima pressione. E’ lecito attendersi, in questo senso, una pronta iniziativa dell’amministrazione comunale, per quanto di sua competenza e nel coinvolgimento degli altri enti interessati. Alle volte, accettare un buon consiglio non è segnale di debolezza. Speriamo il sindaco avrà questa volta la determinazione di intervenire e guidare a due mani questo necessario processo».
Sulla vicenda interviene anche l’ex Sindaco di Siracusa, Roberto Visentin il quale ricorda come «nel 2010 l’Amministrazione di Centrodestra di Siracusa pose un veto al trasferimento del
dipinto del Caravaggio raffigurante “Il Seppellimento di Santa Lucia” alle Scuderie del Quirinale in occasione di una mostra dedicata al maestro della luce».
«All’epoca, il sottoscritto riuscì a creare un unico fronte compatto e coeso per impedire il prestito del dipinto che, per una città come Siracusa, è strategico sotto l’aspetto culturale
e turistico – aggiunge Visentin – E pensare che quella mostra, dal 20 febbraio fino al 13 giugno 2010, per celebrare i 400
anni della morte di Caravaggio, aveva il sostegno della Presidenza della Repubblica. Ci trovammo di fronte un ostacolo importante ma, Siracusa non poteva perdere un
patrimonio così prezioso. Vero è che la proprietà della tela è del FEC e non del Comune di Siracusa ma, la nostra esperienza dimostra che se un’amministrazione ha capacità e forza politica è possibile bloccare provvedimenti ed iniziative lesive per l’immagine e l’economia della città».
«L’attuale Giunta ha, invece, mostrato ambiguità, scarsa compattezza e nessuna determinazione consentendo così, con il suo atteggiamento, il trasferimento odierno – conclude Visentin – Avrebbe potuto coinvolgere l’intera classe politica e soprattutto la cittadinanza per giungere ad un risultato positivo e diverso, nell’esclusivo interesse della nostra città».


