News. “Nel dibattito di questi giorni sulla mobilità – ha dichiarato il consigliere Gradenigo – sono emerse due nuove ipotesi che riguardano i parcheggi scambiatori”.
“Tra le due – ha spiegato – mi trovo a contestare fermamente l’ipotesi di utilizzo dell’area archeologica di Casina Cuti (accanto al Pippo Di Natale) come parcheggio, in quanto espressione di un modo di interdere la mobilità ormai superato. A mio avviso sarebbe come gestire il problema della congestione veicolare davanti le scuole aumentando la dimensione del parcheggio di istituto, invece di realizzare un servizio di trasporto scolastico efficiente. Occorre ripensare alla Mobilità sostenibile puntando sui bisogni delle persone e riconsiderando l’auto privata come il vero problema da bandire”.
“Attrarre – ha precisato – auto al centro di un una zona altamente trafficata come Viale Paolo Orsi/Viale Teracati/Corso Gelone riempiendo di automobili lo spazio interno alle stesse è un sistema concettualmente sbagliato, tanto più se l’area come in questo caso, rappresenta un sito archeologico e una possibile zona cuscinetto tra l’agglomerato urbano e il parco archeologico che andrebbe valorizzata e non ridotta a parcheggio”.
“Diversa – ha aggiunto – l’opzione di riutilizzo dello scalo merci dei Pantanelli che può essere utile qualora si consideri l’impiego del vettore treno per collegare lo stesso alla stazione di Siracusa. Un sistema di interscambio che permetterebbe a chi arriva dall’uscita sud dell’autostrada o dalla zona Montana, di lasciare l’auto fuori città e raggiungere corso Gelone in meno di 2 minuti utilizzando la linea ferrata. Ipotesi già paventata per la zona nord con la rifunzionalizzazione della stazione di Targia e la realizzazione del relativo parcheggio scambiatore e della rotatoria inseriti nel PUMS da poco approvato”.
“Uno strumento – ha concluso Gradenigo – il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, dal quale bisognerebbe iniziare a trarre spunto per una corretta programmazione e sviluppo dei sistemi di mobilità alternativa, prima ancora di immaginarne di nuovi, anche quando utili e stimolanti come in quest’ultimo caso”.


