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Siracusa. Il caldo record non ferma i cantieri. I segretari provinciali di Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil esprimono forte preoccupazione

di Alessia Zeferino
10 Agosto 2017
Siracusa. Il caldo record non ferma i cantieri. I segretari provinciali di Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil esprimono forte preoccupazione

© Marco Merlini / Cgil Firenze 11 luglio 2016 Un anno fa, un giovane operaio edile è morto sul lavoro, stroncato dal caldo in un cantiere di Firenze. Da allora la Fillea Cgil, gli Rlst (rappresentanti territoriali dei lavoratori per la sicurezza) e gli altri sindacati hanno iniziato un'intensa mobilitazione, che ha coinvolto gli ordini professionali, le istituzioni e le ditte impegnate nei cantieri della città. Questa lunga battaglia ha portato, all'inizio di luglio, all'emanazione da parte della Asl Toscana Centro di una serie di dettagliate linee guida per salvaguardare la salute dei lavoratori nelle giornate particolarmente afose. Si tratta di una sequenza di semplici accorgimenti, ma rappresentano tuttora l'esperienza più avanzata a livello nazionale su un fronte troppo spesso sottovalutato, e possono salvare la vita di molti operai. Nella foto il cantiere “Regione” - Linea 2 Tramvia Firenze (Pausa programmata)

 

Siracusa. I segretari provinciali di Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil – Saveria  Corallo, Paolo Gallo e Salvo Carnevale – esprimono forte preoccupazione per la condizione di rischio  che le forti ondate di calore di questi giorni stanno producendo nei cantieri edili. <<Ci risulta – affermano i tre segretari provinciali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil – che il 95% delle imprese edili non abbia fermato le proprie attività, come prescrive la legge che, in occasioni così estreme,  consente l’apertura della Cassa Integrazione.

<<Sono state numerose le segnalazioni di questi giorni, da parte dei lavoratori sottoposti a vere prove di resistenza al caldo; complice un sistema reso ancora più complicato da assurde procedure amministrative che fanno riferimento a fantomatici bollettini ufficiali, non in grado di tenere conto della condizione reale nei cantieri, ci risulta che – praticamente – questa ondata di caldo non sia stata sufficiente a fermare le attività.

<< Ricordiamo che basterebbero 35 gradi e 50% di umidità per sospendere le attività edili. Siamo consapevoli delle innumerevoli difficoltà a far comprender in ogni cantiere edile l’importanza di tali precauzioni, ma il caldo prolungato e torrido di questi giorni ha fatto scattare l’allarme. Forse ci si approfitta troppo del lavoro che non c’è e della condizione di debolezza del lavoratore dinanzi alla decisione della impresa, unico soggetto in grado di poter stabilire se fermare le attività; ora però si è raggiunto un livello troppo pericoloso.

Faremo richiesta formale di incontro all’ INPS e chiederemo quante sono le imprese che hanno fatto ricorso alla CIG per caldo. Sarà un conteggio facile, visto il numero enormemente esiguo delle istanze. E poi bisognerà  valutare le azioni successive. È  necessario accompagnare alle azioni di repressione un attento percorso di informazione e sensibilizzazione. Esistono gli ammortizzatori sociali per le imprese, non si capisce perché non debbano essere utilizzati, soprattutto in situazioni che possono presentare pericoli per i laboratori.

Determinante sarà anche il ruolo dell’Inps che dovrebbe imparare ad approcciare in maniera meno burocratica queste procedure che sembrano quasi scoraggiare alcune imprese dalla richiesta di CIG.

Ma è chiaro – concludono i tre segretari – che questa strada, così rischiosa, deve essere abbandonata>>.

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Tags: Feneal-UilFilca-CislFillea-Cgil
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