Volti rigati dalle lacrime. Palloncini bianchi e azzurri liberati verso il cielo. Silenzio rotto solo da alcuni cori. Ad un anno dalla tragica morte del giovanissimo Renzo Formosa l’unica cosa che mamma Lucia, papà Giulio, i parenti e gli amici dello studente aretuseo chiedono è di avere giustizia.
“Il destino non uccide, l’imprudenza si” dietro uno striscione con questo semplice slogan, sorretto della famiglia di Renzo Formosa, hanno marciato dalla chiesa di Santa Rita a piazza Duomo almeno un centinaio di giovani che alla loro età non conoscono ragioni e non avrebbero voluto scontrarsi con il dolore della perdita di un amico.

