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Siracusa, giornata mondiale dell’omofobia: a Palazzo Vermexio sventolano le bandiere arcobaleno

di Redazione
17 Maggio 2016
Siracusa, giornata mondiale dell’omofobia: a Palazzo Vermexio sventolano le bandiere arcobaleno
 

bandiere arcobaleno - siracusatimesNews Siracusa: per la prima volta le bandiere di Arcigay sulla facciata principale di palazzo Vermexio sede del Comune di Siracusa. Centinaia di turisti e siracusani fotografano e immortalano i colori della battaglia della comunità LGBT. Oggi è la giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia: celebrata dal 2004, la ricorrenza ha come scopo quello di sensibilizzare i cittadini e prevenire l’omofobia, la transfobia e la bifobia. Conosciuta anche con l’acronimo IDAHOBIT (International Day Against Homophobia, Biphobia and Transphobia), la giornata è stata ideata da Louis-Georges Tin, curatore del Dictionnaire de l’homophobie per ricordare la decisione del 17 Maggio 1990 di rimuovere l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie pubblicata dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Oggi si celebra la giornata mondiale contro l’omofobia ma nonostante gli inviti giunti da più parti è ferma in Senato da tempo la legge per contrastare questo fenomeno. L’Arcigay denuncia che nell’ultimo anno gli episodi segnalati sui mass media di questo tipo di discriminazione sono stati 104.

A che punto è la legge. Il testo, che ha come prima firma quella del sottosegretario Dem Ivan Scalfarotto, approvato dalla Camera il 20 settembre 2013, e trasmesso dopo 4 giorni a Palazzo Madama, non è nel calendario dell’Aula e non procede da tempo, anche se sono stati da tempo presentati gli emendamenti. Il provvedimento introduce nel nostro ordinamento il reato di discriminazione e istigazione all’odio e alla violenza omofobica. E nella legge Mancino, l’aggravante di omofobia. Temperata, pero’, dalla previsione esplicita che “non costituiscono discriminazione la libera espressione di convincimenti o opinioni riconducibili al pluralismo delle idee”, anche nel caso siano “assunte” in “organizzazioni” politiche, sindacali, culturali, religiose.

La pena? Carcere fino a un anno e 6 mesi o la multa fino a 6.000 euro per chi istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi fondati sull’omofobia o transfobia. Reclusione da 6 mesi a 4 anni per chi in qualsiasi modo “istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi fondati sull’omofobia o transfobia”. Reclusione da 6 mesi a 4 anni chiunque “partecipa – o presta assistenza – ad organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi aventi tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi fondati sull’omofobia o transfobia”. Tali formazioni sono espressamente vietate dalla legge. La pena per coloro che le promuovono o dirigono è la reclusione da 1 a 6 anni. Nel testo viene specificato che “non costituiscono discriminazione, né istigazione alla discriminazione, la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, purché non istighino all’odio o alla violenza”. Infine, è previsto che l’Istat faccia rilevazioni con cadenza almeno quadriennale sulle discriminazioni e sulla violenza, misurandone le caratteristiche fondamentali e individuando i soggetti più esposti al rischio.

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