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Siracusa: genitori sequestrano la figlia in Turchia perchè troppo “occidentale”. La Polizia libera la 18enne e ferma i coniugi aguzzini

di Marco Panasia
28 Settembre 2015
Pachino: minacce, ingiurie e tentato incendio dopo la fine di un rapporto. Denunciato un tunisino dalla Polizia
 
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in foto da sinistra: Durtuc Birol- Durucan Yasemin

News Siracusa: i genitori turchi  hanno fatto sequestrare da familiari la figlia di Durtuc Aysegul, nata a Siracusa nel 1996 e ivi residente, per costringerla a vivere in Turchia, non approvando il suo stile di vita ‘troppo occidentale’. Il padre, Durtuc Birol, 40 anni, e la madre Durucan Yasemin, 36 anni, sono stati fermati dalla polizia di Stato di Siracusa  per sequestro di persona sequestro di persona, rapina aggravata e stato di incapacità procurato mediante violenza, commessi in concorso con altri soggetti ancora da identificare, nei confronti della loro
figlia. Contro la sua volontà, infatti, la ragazza era stata mandata in Turchia e qui dopo essere stata drogata, ogni suo tentativo di ribellione al sequestro veniva stroncato da violenze e da un regime di sorveglianza da parte dei suoi parenti. Sono stati gli amici della giovane Aysegul ha denunciare il suo mancato rientro in Sicilia, e la polizia turca l’ha liberata. La 18enne è rientrata sana e salva a Siracusa.

Alla ricerca di Aysegul. Le indagini venivano avviate a seguito della segnalazione fatta presso gli uffici della Squadra Mobile da alcuni amici di Aysegul, allarmati dalla circostanza che la vicinanza della ragazza allo stile di vita occidentale era malvisto dai suoi genitori e parenti, ipotizzavano proprio la possibilità che la ragazza, dopo essere stata attirata con uno stratagemma in Turchia, fosse lì trattenuta contro la sua volontà.

Avviando una stretta collaborazione fra Squadra Mobile, Interpol e il Consolato italiano di Izmir, la Polizia di Siracusa riusciva, tramite la i colleghi turchi, a rintracciare a Serinhisar, in Turchia, la giovane Aysegul la quale, interpellata, riferiva di trovarsi lì contro la sua volontà e di volere ritornare in Italia. Pertanto, la Polizia Turca prelevava la ragazza e l’affidava ai servizi sociali del luogo che provvedevano ad allocarla presso una struttura d’assistenza riservata, in attesa di consentire alla stessa di fare rientro in Italia.

Il rientro di Aysegul e la scoperta. Rientrata in Sicilia nei primi giorni del mese di settembre, Aysegul veniva sentita presso gli Uffici della Squadra Mobile che, frattanto, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Siracusa, aveva svolto operazioni di intercettazioni nei confronti dei familiari della ragazza, verificando l’ipotesi degli amici che a suo tempo ne denunciarono l’allontanamento; infatti, era del tutto evidente che alla giovane, dopo essere stata attirata con l’inganno in Turchia, era stato impedito di rientrare in Italia. Le dichiarazioni rese da Aysegul, una volta rientrata in Italia, inchiodavano i genitori ed altri parenti a gravi responsabilità penali; infatti, si apprendeva che alla giovane, giunta a Serinhisar, dopo essere stata drogata, mediante la somministrazione di farmaci inseriti a sua insaputa nella cena offertale, venivano sottratti i documenti e la sim card del suo telefonino e che ogni suo tentativo di ribellione alla cattività veniva stroncato dalle percosse e da una vigilanza continua dei suoi parenti aguzzini.

Il provvedimento restrittivo è stato eseguito nelle prime ore i questa mattina da personale della locale Squadra Mobile che rintracciava i due indagati in questo viale dei Lidi, in prossimità di un vivaio ove il padre svolge la sua attività lavorativa. Dopo gli adempimenti di rito l’uomo e la donna venivano rispettivamente associati presso la Casa Circondariale di Cavadonna di Siracusa e presso la Casa Circondariale Piazza Lanza di Catania – Sezione Femminile, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mandante.

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Tags: polizia di stato
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