News. L’educazione non è mera formazione, ma è tirar fuori le potenzialità dell’essere umano attraverso un’azione reciproca che costruisca insieme l’identità e il futuro dei cittadini e delle cittadine di domani. È il principio sul quale si sviluppa il Festival dell’Educazione sulle orme di Pino Pennisi, l’evento organizzato dall’Amministrazione Comunale di Siracusa, che ha aderito all’Associazione Internazionale delle Città Educative, insieme ad Associazioni, Cooperative, Scuole, Musei, Ordini Professionali e Librerie.
Un gruppo eterogeneo che quest’anno, in occasione della seconda edizione della manifestazione dedicata al compianto Pino Pennisi, ha dato origine ad un variegato calendario di eventi, dal 16 al 24 novembre, contrassegnati dai simboli “Sasso, Carta, forbice” dell’antica morra cinese.
Appuntamenti entrati nel vivo già da domenica con le iniziative programmate dalle associazioni “Il principe e la luna”, “Arciragazzi 2.0”, “Connessioni urbane”, “Noi cuori e colori” e “Rifiuti zero”. Domenica mattina spazio alla fantasia con le letture per bambini e genitori a cura de “Il principe e la luna” e “Noi cuori e colori” presso la Libreria dei ragazzi. Grandi emozioni sempre domenica ma nel primo pomeriggio con “Il Castello delle fiabe incrociate” un’avventurosa caccia al tesoro organizzata presso la pineta della Cittadella dello Sport da Arciragazzi 2.0 che ha coinvolto circa 50 tra bambini e ragazzi. Animazione in contemporanea anche al Vivaio comunale dove le associazioni, Il principe e la luna, Noi cuori e colori e Rifiuti zero hanno organizzato un pomeriggio in compagnia all’insegna delle buone pratiche in tema di ecologia e del book crossing, iniziativa quest’ultima che ha riscosso particolare successo tra i partecipanti. A completare il programma domenicale, l’inaugurazione a Villa Reimann della mostra Barock, organizzata da Connessioni Urbane.
Tante le proposte anche ieri mattina, tra queste, il partecipatissimo laboratorio di cucito “Non buttare il tuo Jeans” organizzato dall’associazione Auser e sempre in mattinata “il cerchio nel mondo” attività per bambini svolta dall’associazione Mareluce. Nel pomeriggio in campo ancora Connessioni urbane, che insieme alla mostra Barock allestita a Villa Reimann per tutta la settimana, proporrà presso la libreria Mondadori di viale Teocrito, da ieri e sino a giovedì: “Educare chi educa”, conversazioni sul potere educativo della cultura e l’arte e la passione come strumento di crescita, condotte dalla regista siracusana Erika Barresi.
“Siamo molto contenti – ha dichiarato Anna Rallo, ass. Il principe e la luna – le nostre attività sono andate molto bene, domenica mattina, insieme a Noi cuori e colori e grazie anche alla collaborazione di Sabrina della Libreria dei ragazzi abbiamo coinvolto in un laboratorio di lettura mirato 15 bambini tra i 2 e i 9 anni, un’iniziativa riuscita che è piaciuta molto anche ai genitori, molti dei quali hanno partecipato insieme ai propri figli. Poi nel pomeriggio, sempre insieme a Noi cuori e colori e stavolta anche con Rifiuti zero abbiamo riproposto per la seconda volta il book crossing, uno scambio di libri sia tra bambini che tra adulti. Un’idea nata quest’estate quando amici e conoscenti hanno cominciato a regalarmi libri per bambini, non potevo pensare di buttarli, ecco perché ho pensato di metterli a disposizione di altri bambini. L’occasione è arrivata quando abbiamo cominciato a distribuirli gratuitamente al parco giochi che frequento coi i miei figli. L’idea ha talmente funzionato che molti genitori mi hanno ringraziato e da li è nata l’idea di riproporla in altri eventi, anche perché a quanto so il book crossing per gli adulti era già stato sperimentato in città ma per bambini non ancora. A questo punto, d’accordo con le altre associazioni lo abbiamo proposto a Città educativa per il Festival e il risultato è andato oltre ogni aspettativa”.
“La nostra attività – ha affermato Luca Cerro, Arciragazzi Siracusa 2.0 – si è svolta alla pineta della Cittadella dello Sport che per anni ha ospitato il campo estivo di Arciragazzi, quindi un luogo evocativo per eccellenza chiamata per l’appunto Pineta “Pinopanino”. Per questo è stata una doppia emozione, da una parte ricordare i momenti e le innumerevoli attività svolte con il nostro amico Pino e dall’altra vedere con quanta partecipazione bambini e ragazzi si sono cimentati nella nostra caccia la tesoro. Al di là delle regole del gioco, è bene precisarlo, lo scopo che volevamo ottenere era quello di riuscire a far cooperare insieme, in un grande gioco di squadra, privo della solita competizione, bambini e ragazzi di diverse età. Tutto ciò, ovviamente, senza distinzione di provenienza, colore della pelle e qualsiasi altro tipo di diversità. Volevamo far capire che solo unendosi e cercando di superare qualsiasi diffidenza e difficoltà per poi lavorare insieme nel rispetto di tutte e tutti, si possono raggiungere al meglio gli obiettivi. Una lezione che è piaciuta ai ragazzi ma anche ai genitori, molti dei quali sono rimasti piacevolmente colpiti quasi ritornando bambini anche loro. Inoltre sono stato davvero contento perché abbiamo raggiunto la ragguardevole cifra di 50 fra bambini e ragazzi partecipanti, provenienti non soltanto dal gruppo “fedele” ad Arciragazzi 2.0 ma anche da famiglie che non conoscevamo ed alcuni dal CC.Ortigia, del quale ringrazio il presidente Valerio Vancheri per la disponibilità e la collaborazione dimostrata”.
“Il senso del nostro laboratorio – ha aggiunto Daniela Respini, psicologa ass. Mareluce – era quello di fare insieme ai bambini partecipanti un Mandala che riproducesse tutti i paesi del mondo per realizzare il quale io e le mie collaboratrici avevamo realizzato tutte le bandierine delle diverse nazioni e raccolto informazioni sul cibo, gli usi e le tradizioni dei diversi continenti. Abbiamo lavorato con gli alunni di due classi elementari della scuola Archimede che sono rimasti davvero coinvolti dall’idea di confrontare le identità dei diversi Paesi arrivando poi alla conclusione che i bambini sono tali a qualsiasi latitudine e sono più le cose che li accomunano che quelle che li dividono da i loro coetanei dei altri continenti. Un bel messaggio di condivisione, cooperazione ed uguaglianza che i bambini hanno subito recepito e fatto loro costruendo un variopinto Madala del mondo”.
Erika Barresi, regista ass. Connessioni Urbane ha detto: “L’idea di base di Educare chi educa è creare il contatto con la cittadinanza con i professionisti e gli Enti presenti in città cercando di interfacciarli usando delle conversazioni che stimolino imput di riflessione su diversi temi di interesse quotidiano. I nostri in realtà non saranno dei relatori ma coloro che rappresentando le proprie attività evidenzieranno i punti di debolezza e di forza confrontandosi con la cittadinanza su come risolvere le eventuali criticità. Al centro delle nostre conversazioni l’arte e la cultura come potere educativo senza dimenticare che la passione è uno strumento di crescita per ciascun cittadino e per la città stessa oltre al primo appuntamento di stasera nel quale ci siamo occupati di “Patrimonio” parleremo di Art Outsiders, Danza e infine di Teatro. Sono tutte tematiche universali che ci dimostrano quanto siano sottovalutate e messe in secondo piano le loro potenzialità di intervento e di miglioramento della nostra vita e di quella di tutta la comunità”.
“Abbiamo incontrato – ha concluso Luisa Castello, ass. Auser – ragazzi e ragazze della scuola media Archimede e siamo davvero felici perché non ci aspettavamo questo interesse e questa partecipazione da parte loro. Abbiamo spiegato come in questi tempi di consumismo dove si butta facilmente di tutto, molti oggetti si possono riusare, in particolare la stoffa. Con i classici jeans vecchi si possono realizzare borse, braccialetti, collane, porta trucco, porta cellulari, e tante altre cose che ridonano nuova vita al vecchio capo d’abbigliamento a cui magari siamo ancora affezionati. È stato un vero scambio generazionale tra noi e loro che ci ha emozionato moltissimo e durante il quale oltre alle esercitazioni abbiamo raccontato come si usavano le stoffe e il cucito in passato suscitando molta curiosità. Anche i maschietti hanno voluto provare ad utilizzare ago e filo e la macchina da cucire, insomma un’attività utile ed interessante ma senza differenze di genere”.


