
News Siracusa: “Devo confessare di aver trovato alquanto debole, difensiva, generica ed anche un po’ “piccata”, la risposta che l’assessore alla Cultura, Francesco Italia, ha voluto esprimere nei confronti della richiesta sottopostagli, oltre che dal sottoscritto, da altre personalità della cultura, del mondo professionale e della politica siracusana, nella forma di una “Lettera aperta”.
Con queste parole Roberto Fai interviene in merito alla risposta di Francesco Italia alla richiesta del consigliere Massimo Milazzo della convocazione degli Stati Generali della Cultura a Siracusa.
“Per quanto mi riguarda – dichiara Fai – oltre ad apprezzare la puntualità e attualità del tema scelto, sottolineavo, già nella mia comunicazione al Convegno, l’esigenza che occasioni come queste, oltre che autonomamente promosse dall’associazionismo culturale e professionale della città vengano indette e organizzate direttamente dalla Giunta e dai singoli Assessori, nell’esigenza di costruire un percorso di condivisione e “competizione” positiva nell’interesse del bene comune della città.
Questa modalità di confronto con la città e le sue componenti sociali, oltre che costituire un’esigenza politico-culturale fortemente sentita dall’opinione pubblica, dovrebbe costituire una forma permanente di apertura e coinvolgimento della città, da parte di una Giunta che è al Governo per effetto di una partecipazione elettorale che non è andata oltre il 35%
dell’elettorato.
Non acquisire questa consapevolezza, è il primo errore di presunzione che può essere commesso da una giovane Giunta comunale insediata da poco più di un anno. Non vorrei che in questo clima di facile entusiasmo da “rottamazione” e di enfatico giovanilismo politico si smarrisse un elemento decisivo nel rapporto tra politica/amministrazione e società, proprio mentre la profonda crisi economico-sociale che stiamo attraversando da alcuni anni vede l’opinione pubblica attestarsi in un atteggiamento di sfiducia verso l’intero sistema politico, partitico e istituzionale.
Nella “Lettera aperta” non vi è alcun accenno critico nei confronti dell’Assessore Italia per la sua assenza al Convegno del 12 dicembre: non è questo il tema in discussione, né si rimproverava all’Assessore la sua mancata partecipazione, né sta a me giudicare l’autonoma e legittima connotazione organizzativa che Milazzo ha inteso dare al Convegno in questione.
Né si comprende perché l’Assessore Italia sollevi nella sua risposta la questione del mancato invito nei suoi confronti, quasi a voler inficiare o neutralizzare il senso precipuo della “Lettera”, che è quello di suggerire, invitare l’Assessore Italia a farsi protagonista, in prima persona di una “Convention sulla Cultura”, aperta, informativa e tesa a delineare e condividere con il mondo più vasto della cultura della città le linee strategiche del progetto politico dell’Amministrazione. Nessuna “passerella” – conclude Fai – e nessuna “ritrovata ribalta”, avremmo gradito che l’Assessore Italia evitasse queste evocazioni alquanto esoteriche di fronte ad una “Lettera aperta” che non contiene affatto riferimenti o rinvii allusivi, ma ha l’esclusiva finalità di voler suggerire momenti di confronto di carattere strategico, in questo caso la “cultura”, anche alla luce di alcuni obiettivi che meriterebbero una sede ampia e di plurale condivisione e su cui la Lettera contiene specifici riferimenti”.

