News Siracusa. Cresce la preoccupazione di un possibile focolaio per il contagio da covid-19 al Pronto Soccorso dell’Umberto I di Siracusa.
«Lo avevamo dichiarato già qualche settimana fa, oggi, purtroppo, la conferma dopo gli ulteriori nuovi contagi di medici e infermieri – queste le parole di Franco Nardi, Segretario Generale Provinciale di Fp – Cgil – A nulla sono valse le tante nostre denuncie perché i vari reparti dell’ospedale di Siracusa adottassero sistemi di sicurezza sufficienti in modo da permettere a medici, infermieri e personale ausiliario di poter operare in condizioni di sicurezza».
«Non è servito a nulla, quanto deciso dall’Assessore Regionale alla Salute Ruggero Razza, di affiancare un nucleo di esperti alla direzione sanitaria dell’Asp di Siracusa per far fronte alle tante criticità emerse in queste ultime settimane di emergenza sanitaria. Inoltre preoccupano – spiega Nardi – alcune dichiarazione di alcuni dirigenti ASP che avevano affermato in questi ultimi giorni che l’ospedale di Siracusa ed il suo pronto soccorso fossero stati messi in sicurezza. A smentire tutto ciò sono stati gli stessi operatori sanitari che oggi ancora risultano sprovvisti dei necessari sistemi di protezione individuale».
«La situazione di gravità del pronto soccorso è rimasta altissima – aggiunge Nardi – e continuano a non funzionare le aree di pre–Triage perché ad oggi non esiste al pronto soccorso di Siracusa un percorso Covid19 dedicato ai contagiati, continuano ancora a permanere situazioni di promiscuità tra malati e dunque elevati e pericolosissimi rischi di contagio».
«Il nostro sistema sanitario è ormai vicino al collasso – prosegue Nardi – l’ASP di siracusa va immediatamente Commissariata vanno destituiti temporaneamente sia il direttore generale, il direttore sanitario e il direttore del presidio ospedaliero Umberto I e si accertino cause e responsabilità, vanno verificati anche i motivi perché ad oggi non sono stati ancora consegnati i risultati dei tamponi eseguiti ai sanitari del pronto soccorso dopo oltre dieci giorni dalla loro esecuzione».
«La città si trova in una situazione molto preoccupante – aggiunge ancora Nardi – con i suoi elevati rischi di contagio e ci si attende pertanto un forte e deciso intervento del Prefetto, del Sindaco al fine di assicurare a tutti i nostri operatori sanitari condizioni di sicurezza così come previsti dai protocolli».
«Vanno comunque immediatamente bonificati e sanificati i locali del pronto soccorso, vanno tracciati, senza alcun indugio, i contatti avuti dai sanitari contagiati e vanno eseguiti i tamponi su tutto il personale sia medico che infermieristico ed ausiliario nonché ai loro famigliari. Vanno garantiti i sistemi di protezione individuale, vanno messi a disposizione dei sanitari “ alloggi riservati” in modo da consentire a tutto il personale sanitario posto in prima linea di proteggersi da possibili contagi e dunque evitando possibili contagi a parenti e famigliari.
Basterebbe copiare quanto fatto nella vicina città di Catania – conclude Nardi – dove l’Asp a messo a disposizione appartamenti per alloggiare medici ed infermieri che operano in aree Covid. Siamo inoltre preoccupati per la decisione assunta dal direttore del presidio ospedaliero Umberto I di allocare l’ambulatorio analisi tamponi presso il reparto di ematologia. Tale ambulatorio va sicuramente allocato in area diversa. Qualora venisse realizzato il rischio di contagio per infermieri e medici di tale reparto sarebbe altissimo come alto sarebbero il rischio dei tanti malati immunodepressi che giornalmente lo frequentano.
Speriamo che per una volta prevalga il buon senso, si metta al centro di ogni decisione la salute e la vita delle persone».


