News Siracusa: centinaia di migliaia di migranti e rifugiati hanno attraversato negli ultimi anni il Mediterraneo in modo illegale e mettendo in pericolo le loro vite. Una scelta obbligata dall’assenza di percorsi sicuri e legali verso l’Europa. Un argomento fortemente trattato in questi giorni nel corso del Festival Sabir 2017, a Siracusa dal 11 maggio sino ad oggi.
Proprio dal Festival Sabir, parte l’appello di Arci, Caritas Italiana, Acli, Asgi, Amnesty International Italia che si schierano “dalla parte di chi salva vite umane”. “Invece di creare un sistema ordinato – dichiarano le associazioni in una nota congiunta – che mettesse a disposizione percorsi sicuri per queste persone e di promuovere il rispetto e la protezione dei diritti umani nei paesi in cui dominano conflitti, persecuzioni e povertà, i leader europei si sono sempre più concentrati sul blocco delle frontiere e sui negoziati con governi che violano i diritti umani, allo scopo di impedire le partenze e lasciando ricadere l’onere improrogabile di salvare vite umane sempre più sulle associazioni umanitarie”.
“In Italia – spiegano le associazioni – la campagna di diffamazione contro le ONG che stanno svolgendo, dopo la chiusura del programma Mare Nostrum, attività di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo centrale, ha travolto tutte le organizzazioni che svolgono iniziative di solidarietà e tutela dei diritti umani”.
“Invece di dare priorità alle attività di ricerca e soccorso per prevenire la morte di migliaia di uomini, donne e bambine che continuano a partire dalla Libia – si legge nella nota – abbiamo assistito a una vera e propria campagna denigratoria, passando da accuse di ingenuo “buonismo”, a quelle di complicità con i trafficanti e di lucrare sulle attività di solidarietà e in particolare sull’accoglienza”.
“Salvare vite umane, accogliere chi arriva sulle nostre coste in cerca di sicurezza, garantire protezione a chi fugge da situazioni disperate – proseguono le associazioni – si sono trasformate in attività sospette, da indagare e perseguire sulla base di affermazioni diffuse ampiamente ancor prima di essere suffragate da prove. A essere messo sotto attacco è lo stesso concetto di solidarietà, che da motivo di orgoglio è diventato oggetto di sospetto”.
“Se dunque non possiamo non concordare con controlli di legalità e indagini serie, ove vengano portati avanti assicurando i principi costituzionali, non possiamo esimerci dal biasimare con forza la strumentalizzazione degli stessi. Con questo appello – concludono Arci, Caritas Italiana, Acli, Asgi, Amnesty International Italia – chiediamo a tutte le persone e le organizzazioni che credono nella solidarietà e nei diritti, di schierarsi, come noi abbiamo scelto di fare con convinzione, a fianco di chi salva le vite umane, di chi svolge attività di solidarietà, di chi si batte per affermare i diritti umani per tutti”.
