
News Siracusa: 18 anni di reclusione. E’ questa la pena chiesta dal PM per Nicky Nonnari, esecutore materiale dell’omicidio di Salvo Miconi.
Con questa sentenza si scrive un nuovo capitolo di una storia di sangue nata due anni fa, durante i festeggiamenti dell’ottava di Santa Lucia, al Largo XXV Luglio, la sera del 20 dicembre 2013.
La sera dell’omicidio. Erano all’incirca le ore 19, del 20 dicembre 2013 quando, per l’ottava di Santa Lucia la zona del Tempio di Apollo si macchiò del sangue del giovane Salvatore Miconi, panettiere 20enne aretuseo.
Il simulacro argenteo di Santa Lucia percorreva, in festa, il Corso Gelone quando in città si sparse velocemente la notizie di un omicidio. La festa si trasformò in una marcia veloce, silenziosa e composta. Smise di suonare la banda e dopo una lunga fermata del simulacro in via Catania si decise di velocizzare il rientro della Patrona in Cattedrale evitando di passare dal luogo del delitto ed attraversando, alternativamente, il ponte “Santa Lucia”.
La festa si consumò velocemente senza fuochi e sotto gli occhi di un’intera città attonita e sconvolta dall’accaduto.
Un agglomerato di persone si riuniva, attonito, attorno al corpo esanime e sanguinante della vittima colpita a morte. Di lì a poco l’accusa sarebbe caduta su Niky Nonnari, poco dopo arrestato dagli agenti della Squadra Mobile. La versione di Nonnari, coetaneo di Miconi, fu quella di non aver voluto causare la morte del giovane panettiere né quella di ferirlo. Egli affermò di essersi innanzitutto armato di coltello solo a seguito di aggressioni verbali di alcuni uomini; una precauzione, quella di Nonnari, presa per potersi difendere in caso di aggressione. La lama nel corpo di Miconi sarebbe – sempre a dire dell’esecutore materiale del delitto – malauguratamente penetrata a seguito di una colluttazione. Da questa scaturiva il fendente mortale all’aorta.
Miconi fu trasportato, già cadavere, presso l’ospedale Umberto I di Siracusa.

Il 23 dicembre 2013, il giorno dei funerali di Salvatore a sorpresa, il Pubblico Ministero D’Alitto decide di non fare tumulare la bara e far riportare il corpo del ragazzo all’obitorio per sottoporlo ad autopsia. L’accertamento autoptico, da parte del medico legale Franco Coco, cominciò nel primo pomeriggio del 24 dicembre 2013, per la vigilia di Natale. Nonnari in carcere in attesa di giudizio e il corpo senza vita di Salvatore in attesa della conferma della dinamica dell’uccisione.
Il 27 dicembre con il deposito dell’esito dell’autopsia il PM acquisì tutti gli elementi necessari per ritenere chiusa la fase delle indagini preliminari sull’omicidio Miconi. Il suo assassino Nicky Nonnari non mentì sulla dinamica. Il medico legale, infatti, stabilì che Salvatore Miconi morì a causa delle copiose lesioni interne che la lama causò al cuore.
Giugno 2014: il processo prende forma
L’attenzione sull’omicidio Miconi riprende in data 7 giugno 2014 quando, il trasferimento del Pubblico Ministero Claudia D’Alitto ha spinto il Giudice delle indagini preliminari Michele Consiglio a firmare un decreto di giudizio immediato per Niky Nonnari. Il Gip Consiglio ha fissato l’udienza per il 9 luglio prossimo, giorno in cui quest’ultimo viene processato con rito abbreviato. La decisione del giovane omicida è stata comunicata dai suoi difensori, Giorgio D’Angelo e Salvo Xibilia, al Giudice dell’udienza preliminare Alessandra Gigli che, ritenendo non più necessaria l’udienza già precedentemente fissata per il 9 luglio, l’ha annullata, e dispone per una nuova data del processo, il 28 ottobre 2014. L’imputato, compare dinanzi al Gup Gigli, nella posizione di reo confesso, responsabile della coltellata mortale nei confronti del coetaneo Miconi, ma a propria discolpa l’imputato afferma che non fosse sua intenzione ferire o uccidere.
Novembre 2014. Una perizia psichiatrica per Niky Nonnari.
L’udienza presieduta dal Gup assegnatario del caso, Andrea Migneco in sostituzione di Gigli, ha visto la presenza dell’avvocato Vincenzo Pisano del foro di Catania, il quale ha depositato la costituzione di parte civile della sorella di Salvo Miconi che, all’epoca dei fatti minorenne, solo adesso ha potuto procedere in tale azione. Altra novità è stata al tempo stesso, la nomina di un consulente medico da parte de legale della famiglia Miconi, lo psichiatra Michele Lo Magro, chiedendo al Gup Migneco di autorizzarlo a partecipare al consulto di psichiatria cui verrà sottoposto Niky Nonnari dal professore Antonino Petralia, nominato consulente di fiducia del giudice.
La perizia in seguito, ha dichiarato Nicky Nonnari in grado d’intendere e di volere nel momento in cui ha compiuto il gesto mortale nei confronti di Miconi. Un dato che sconfessa la tesi del consulente di psichiatria della Difesa, che, viceversa, aveva insinuato il sospetto che Nicky Nonnari nel momento in cui commise il delitto non si rendeva conto di ciò che stava facendo in quanto le sue facoltà mentali erano alquanto alterate a causa dell’aggressione patita al punto da farlo ritenere incapace di intendere e volere. L’esito della perizia su Nonnari viene esposto in Tribunale nel mese di febbraio 2015.

Marzo 2015: verso la sentenza.
Il 10 marzo 2015 si riprende il processo, dove i consulenti della difesa di Nonnari avranno comunque la possibilità di specificare meglio la loro tesi sulle facoltà mentali dell’omicida al Giudice dell’udienza preliminare Andrea Migneco il quale deve stabilire se Nicky Nonnari, nel momento in cui ha conficcato al petto di Salvatore Miconi la lama del coltello da cucina fosse in grado di intendere e di volere, come hanno sostenuto gli esperti di psichiatria Petralia e Lo Magro, o se, viceversa, pur comprendendo che impugnando il coltello avrebbe potuto fare del male ad uno degli aggressori e in particolar modo al suo antagonista, non voleva affondare la lunga lama in quanto non avrebbe voluto né uccidere né ferire il panettiere Salvo Miconi.
10 Maggio 2015: arriva la richiesta di condanna da parte del PM.
La famiglia Miconi è riunita, dentro il Tribunale di Siracusa. E’ il giorno della richiesta di condanna, da parte del PM, per Niky Nonnari. Il pm Palmieri,, infatti, ha chiesto una pena di 18 anni di reclusione per Nicky Nonnari, unico imputato per l’omicidio di Salvo Miconi. Nonnari, nonostante fosse stato scortato in carcere ha rifiutato ad essere presente all’interno dell’aula scegliendo di ritornare in carcere.
La prossima udienza è fissata per martedì 26 maggio 2015.
a cura di Marco Panasia e Alessia Zeferino

