News Siracusa. Si ritroveranno, almeno metaforicamente, ancora una volta sui banchi di scuola, di quel Liceo Classico Tommaso Gargallo che ancora oggi, in alcuni casi anche a distanza di trenta e quarant’anni, occupa un posto speciale nel vissuto quotidiano di ciascuno di loro.
Sono gli ex allievi dello storico liceo classico di Siracusa che, già la scorsa estate, hanno dato vita all’associazione che adesso debutta con la prima assemblea che rappresenta anche il momento della doverosa presentazione alla città. L’appuntamento è in programma per venerdì 22 novembre alle ore 18 nel salone Borsellino di Palazzo Vermexio.
Una scelta non casuale quella di presentare la nuova associazione nella sala più importante e prestigiosa del Palazzo di Città: l’Associazione Ex Allievi Liceo Classico Tommaso Gargallo è nata infatti, alla fine dello scorso mese di luglio, con il preciso obiettivo di operare nel tessuto culturale siracusano, con una serie di azioni mirate, diventando “motore” di diverse iniziative che si stanno già mettendo a punto. Nessuna semplice “operazione-nostalgia” dunque, bensì la voglia di sbracciarsi e impegnarsi in prima persona, mettendo a disposizione della comunità quel patrimonio di progetti e di azioni concrete che affonda le proprie radici nella formazione classica.
All’incontro prenderanno parte il sindaco di Siracusa Francesco Italia, l’assessore alle politiche culturali del Comune di Siracusa Fabio Granata, per altro entrambi ex allievi del Gargallo, il presidente dell’Associazione Carlo Rametta, il presidente onorario Sebastiano Amato, l’imprenditrice Anna Spadaro ed il vice presidente dell’associazione Francesco Raneri. Trattandosi della prima assemblea interverranno anche alcuni soci fondatori ed i presenti in platea.
“Si tratta – ha dichiarato Fabio Granata – di una splendida coincidenza con la consegna dei lavori da parte della Amministrazione comunale a una impresa incaricata che porterà alla rapidissima e progressiva riapertura della sede storica del Gargallo. Segnali di vita e rigenerazione per alcuni tasselli materiali e immateriali della più profonda identità culturale della nostra città”.


