Siracusa. «Nel pieno rispetto dell’attività dell’autorità giudiziaria, e in attesa degli accertamenti definitivi, intendiamo sottolineare come la vicenda relativa all’arresto di Pippo Gennuso sia rappresentativa di un modus operandi che, purtroppo, ha inquinato e condizionato la vita politica della Provincia di Siracusa negli ultimi venti anni in particolare nella zona Sud». Queste le parole del segretario provinciale del PD, Alessio Lo Giudice insieme ai circoli del PD di Avola, Noto, Pachino e Rosolini, i quali sono intervenuti con una nota in merito all’arresto dell’On. Pippo Gennuso e all’inchiesta avviata dalla magistratura sullo scambio di voti politico mafioso.
«Il sistema di clientela – afferma Alessio Lo Giudice – richiamato da tale vicenda sembra aver pesantemente condizionato la libertà del voto impedendo in molti casi un rinnovamento necessario, in termini di competenze e qualità, della classe dirigente della nostra Provincia».
«Il Partito Democratico, in tutte le sue articolazioni, – aggiunge Lo Giudice – ha sempre osteggiato e denunciato pubblicamente i metodi oggetto dell’indagine della Magistratura. Lo ha fatto, per citare alcuni esempi fra i tanti, Giovanni Giuca a Rosolini il quale, per anni, ha battagliato politicamente e alla luce del sole contro Gennuso. Lo ha fatto il Sindaco di Pachino, Roberto Bruno, in tante occasioni e anche attraverso la costituzione di parte civile del Comune di Pachino nel processo che vede Gennuso imputato per adulterazione delle acque e frode in relazione all’erogazione dell’acqua da parte del Consorzio Granelli».
«Le denunce del Partito Democratico – aggiunge ancora Lo Giudice – e il nostro essere alternativi culturalmente, prima ancora che politicamente, a qualsiasi sistema di natura clientelare, rappresentano un autentico tratto distintivo ma, al contempo, ci inducono a rimpiangere la qualità morale e civica che si sarebbe potuta raggiungere nei nostri territori in presenza di un voto libero e privo dei condizionamenti esercitati da un ceto politico troppo spesso incline a chiedere ed ottenere consensi con metodi illeciti».
«Siamo comunque convinti che questa vicenda, grazie al lavoro dell’autorità giudiziaria – conclude Alessio Lo Giudice – e di un importante giornalismo d’inchiesta, potrà contribuire a determinare una svolta etica e politica quanto mai necessaria».


