Importanti novità nella vicenda del tentativo, scoperto dall’Associazione Rifiuti Zero Siracusa, di vendita del terreno di 3000 metri quadri di proprietà di Ferrovie dello Stato dell’area della stazione ferroviaria alla fine di Corso Gelone. L’area è attualmente occupata da un filare informale di palme, quasi un’oasi in città, pronto ad essere sacrificato a favore di un parcheggio gestito da un privato.
Dopo la denuncia pubblica, L’Associazione Rifiuti Zero Siracusa ha scritto ai responsabili del Comitato Sostenibilità delle Ferrovie dello Stato una richiesta chiedendo il recupero sostenibile di questo patrimonio ferroviario dismesso, cosi come avvenuto in altre zone di Italia e cosi come dichiarato dalla politica ambientale dell’ente, chiedendo l’interruzione immediata della procedura e l’avvio delle trattative con l’Amministrazione comunale per la salvaguardia dell’oasi naturale e la destinazione a giardino urbano. L’Associazione ha chiesto un incontro a Roma con il presidente del Comitato di Sostenibilità di Ferrovie dello Stato.
Nel frattempo l’Associazione Rifiuti Zero ha verificato che una sola offerta è stata fatta alla scadenza (22 maggio 2018) dell’avviso pubblicato sul sito di Ferrovie dello Stato.
Nei giorni scorsi l’Associazione ha chiesto la consulenza dell’architetto Pietro Pio Pedone, dirigente del Comune di Erice e noto paesaggista (collabora da anni con il Comune di Palermo per la gestione dell’orto botanico). Dalla relazione dell’architetto Pedone si evince che nell’area sono presenti un gruppo molto cospicuo di palme (più di 50) del genere Washingtonia filifera e Washingtonia robusta.
Il gruppo più antico è il Washingtonia robusta che sono alte fino a 25 metri e sono essenzialmente poste sul muro di confine. I due tipi di palme Washingtonia creano un tipo di microclima particolare, importante per l’ambiente urbano. Il sole intercetta le palme in maniera particolare e si osserva uno sbalzo di temperatura di almeno tre gradi fra la zona stradale e l’area del palmeto.
Si può pensare di creare il primo arboreto di Siracusa, una cittadella verde, in cui alle palme già esistenti aggiungerne altre, provenienti dai cinque continenti, per creare un transetti botanico (o sistemi ecologici in equilibrio) unico.
L’Associazione Rifiuti Zero Siracusa ha evidenziato che i due tipi di palme presenti nel terreno in vendita da Ferrovie dello Stato (Washingtonia filifera e Washingtonia robusta) appartengono all’elenco di specie arboree alloctone a rilevante interesse ambientale e storico testimoniale dell’allegato 2 del Regolamento del Verde pubblico e privato della Città di Siracusa.
Questo tipo di specie arboree è tutelata dallo stesso regolamento che garantisce anche le relative aree di pertinenza. Sul punto il Regolamento parla di divieto di abbattimento assoluto. Viene ammessa la sostituzione solo a condizione che venga realizzata nello stesso lotto. Cosa impossibile dato che l’area in discussione è quasi completamente occupato dagli alberi.
La Corte di Cassazione inoltre, si è espressa chiaramente a riguardo “I danni conseguenti al taglio degli alberi ad alto fusto – seppur presenti in un giardino condominiale – appaiono “irreversibili” rientrando nel concetto di decoro architettonico che offre un beneficio alla qualità della vita di chi abita nella città”.
L’Associazione Rifiuti Zero, inoltre, ha fatto notare la decadenza dei vincoli del Piano Regolatore Generale (PRG) che comporta il venir meno della disciplina urbanistica delle aree ad essi soggette con la conseguente applicazione temporanea della disciplina delle c.d. zone bianche. in particolare, si sottolinea come la scadenza del vincolo di P.R.G. privano il diritto di proprietà del suo sostanziale valore economico fino a riqualificazione urbanistica.


