News Ragusa: nessun terreno coltivato e 83 dipendenti assunti. Con l’operazione “Phantom” la Guardia di finanza pone fine al giro di indebite percezioni di indennità di disoccupazione per braccianti agricoli di un’azienda, di proprietà di I.F., nella provincia di Ragusa. L’azienda “fantasma” ha fittizziamente assunto lavoratori, tra il 2009 ed il 2011, senza neanche avere un terreno od una serra coltivata. Gli unici terreni riconducibili all’azienda erano certamente abbandonati ormai da diversi anni e su di essi non c’era traccia di alcuna coltivazione di ortaggi. Gli agricoltori, inoltre, avrebbero percepito indennità non dovute per oltre 365.000 euro. Le Fiamme Gialle, dopo aver quantificato l’ammontare dell’importo ingiustificato, hanno contestato il reato di truffa aggravata, continuata e tentata ai danni dell’I.N.P.S.. L’ingente somma di denaro indebitamente percepita è stato disposta al sequestro per equivalente, ovvero operato su beni mobili, immobili e conti correnti riconducibili al trentottenne vittoriese titolare dell’azienda. Il decreto di sequestro è stato emesso dal G.I.P. Claudio Maggioni su richiesta della Dott.ssa Valentina Botti – Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Ragusa, che ha diretto e coordinato le indagini.
L’attività della Guardia di Finanza, su delega della Procura della Repubblica di Ragusa, unita allo studio della contabilità dell’azienda agricola ha consentito inoltre, di appurare che l’azienda stessa non aveva ricavi tali da consentire sia il pagamento degli stipendi agli operai che il versamento dei relativi contributi previdenziali. A partire dall’anno 2010, i ricavi erano pari a zero e le somme da versare tra compensi e contributi erano pari a 173.452 euro. Tuttavia l’I.N.P.S. erogava regolarmente le indennità di disoccupazione in favore dei braccianti dell’azienda, dei quali era stata creata una falsa posizione assicurativa, assistenziale e previdenziale. Tra i 83 lavoratori fittizi denunciati all’Autorità Giudiziaria, alcuni dei quali assunti in più annualità, vi sono anche 17 italiani prevalentemente vittoriesi, comisani, acatesi e niscemesi, oltre ad 1 rumeno, 1 algerino e diverse decine di tunisini, molti dei quali con buona probabilità non a conoscenza delle conseguenze penali delle false assunzioni. Dai conteggi operati sulle denunce aziendali trasmesse dall’azienda all’I.N.P.S., è emerso che le giornate lavorative dichiarate tra il 2009 ed il 2011 sono oltre 5.200. Grazie alla “simulazione dell’ingaggio”, i falsi braccianti hanno indebitamente ottenuto la liquidazione dell’indennità di disoccupazione grazie al fatto che i braccianti venivano assunti e licenziati nell’arco di pochi mesi, in modo da poter maturare il suddetto indennizzo.


