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Settore forestale in crisi, mancano le coperture finanziarie per poter avviare i cantieri in vista della calda stagione

Cgil, Cisl e Uil sottolineano la necessità di accelerare l'iter

di Redazione
27 Aprile 2021
Settore forestale in crisi, mancano le coperture finanziarie per poter avviare i cantieri in vista della calda stagione
 

Settore forestale in crisi, mancano le coperture finanziarie per poter avviare i cantieri in vista della calda stagione. E degli incendi, alcuni dei quali già verificatisi nella provincia di Siracusa. Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil si sono ritrovate stamani davanti alla Prefettura per spingere il Governo Regionale a presentare la proposta di riforma del settore forestale. I segretari di Fai e Flai, Mimmo Bellinvia, il collaboratore di segreteria Fai Giuseppe Linzitto, insieme con il coordinatore del settore forestale della Uila, Gianni Garfì, hanno incontrato il vicario Michela La Iacona, sottolineando la necessità di accelerare un iter troppo farraginoso e che rischia di creare problemi non solo di natura sociale ed economica ma di salvaguardia del territorio.

“Assieme a quella per le opere di prevenzione – commentano i tre rappresentanti sindacali– la preoccupazione più grande riguarda l’assunzione in tempi utili per garantire i livelli occupazionali previsti dalla legge. I lavoratori in alcuni Comuni montani dei nostri territori sono ormai insufficienti a garantire i lavori propedeutici a mantenere lo stato naturalistico e di prevenzione del bosco. Non bisogna sottovalutare, infine, che i forestali della Sicilia hanno la necessità di iniziare a lavorare al più presto – dicono ancora i segretari – poiché devono garantire il reddito alle proprie famiglie”.Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, inoltre, hanno incontrato il dirigente dell’Ufficio Territoriale del Dipartimento Sviluppo Rurale, Giancarlo Perrotta, per conoscere lo stato attuale dei progetti e per sollecitare l’immediato avviamento dei lavoratori per la pulizia dei viali parafuoco nei demani forestali. “Ci sono stati illustrati i fatti – commentano i segretari-, in provincia siamo destinatari di 6 milioni di euro che dovrebbero arrivare dal Dipartimento regionale Aziende e Foreste attraverso fondi europei, per 9 progetti che dovrebbero poi essere realizzati. Ma ci è stato riferito che al momento mancano i funzionari e per la predisposizione dell’iter se ne parlerà non prima del 20 maggio”.

“Ecco perché siamo tornati in piazza – chiosano i tre segretari insieme con i segretari confederali di Cgil, Roberto Alosi, di Cisl, Vera Carasi e di Uil, Luisella Lionti– C’è un problema di tempistica. Tutti gli uffici periferici del territorio per far partire la manodopera devono prima progettare, realizzare studi e fare sopralluoghi; quindi il progetto mandato a Palermo per essere decretato e validato per avere l’ok dalla Comunità europea, necessiterà ancora di troppo tempo. E la manodopera oggi è necessaria per tanti motivi. Gli operai in sostanza potranno andare nei cantieri a lavorare non prima di giugno e per i lavoratori 151nisti (151 giornate di garanzia occupazionale per lavoratori inquadrati anche in periodo non continuativo nell’anno solare, ndr) iniziando in quel periodo, non si riuscirà a completare il periodo lavorativo previsto. E così facendo, si metterà a repentaglio la salvaguardia dei boschi, visto che si sono già sviluppati incendi importanti a Vendicari, nelle campagne sulla provinciale Noto-Palazzolo e a Cavagrande. E non permettendo ai lavoratori di poter tornare sui cantieri si metterà a repentaglio anche l’attività sociale ed economica delle famiglie interessate. Siamo preoccupati perché questa è una operazione che non ha precedenti nella storia dei lavoratori forestali”.

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Tags: CGILcislforestalinews siracusasindacatiuil
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