News Siracusa. La Sea Watch 3, la Ong che batte bandiera olandese in rada da quattro giorni davanti Siracusa e senza ancora un porto in cui approdare, potrebbe presto uscire dalla situazione di impasse in cui si trova dopo aver salvato lo scorso 19 gennaio, 47 naufraghi al largo delle coste libiche.
Un barlume di speranza, per i migranti a bordo della nave da ormai 11 giorni, si apre dopo il tweet postato dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Il Governo continua a mantenere la sua linea dura in tema di immigrazione e il Vicepremier della Lega è chiaro su questo aspetto: «sbarco degli immigrati? Solo se prenderanno la via dell’Olanda, che ha assegnato la bandiera alla Sea Watch, o della Germania, Paese della Ong».
Proseguono senza sosta le mobilitazioni in piazza con lo scopo di sollecitare le autorità competenti a trovare al più presto una soluzione ad una vicenda che sembra non avere fine. Questo pomeriggio ci sarà un nuovo presidio che ospiterà sindaci e artisti che hanno qualcosa da raccontare in merito ad esperienze di accoglienza e progetti di solidarietà.
Continua anche il presidio della Cgil siracusana, con tutte le associazioni ONLUS, in contrada Stentinello al quale domani si aggiungeranno le delegazioni della Cgil provinciale e regionale, sarà presente anche il componente della segreteria nazionale, un modo per sottolineare l’impegno del sindacato nella difesa dei diritti umani.
Il Governo depositerà oggi a Strasburgo la sua memoria difensiva sostenendo che la giurisdizione appartiene all’Olanda. Una svolta sbrogliata la matassa relativa alla giurisdizione, l’Italia sarà pronta ad offrire un corridoio umanitario per trasferire i 47 migranti in Olanda.
«Siamo in contatto in queste ore con il commissario Ue all’immigrazione: li abbiamo svegliati perché hanno fatto finta di non vederla – dice all’Ansa il vicepremier Luigi Di Maio – la nave ha deciso di venire in Italia perché l’Italia è il palcoscenico dell’immigrazione, il loro sito internet raccoglie le donazioni».
Giunti all’undicesimo giorno in mare la situazione dei 47 migranti a bordo della Sea Watch 3 diventa sempre più insostenibile. La Capitaneria di Porto ieri ha imposto il divieto di avvicinamento alla Ong per un raggio di mezzo miglio.
Dopo il blitz dei parlamentari e del sindaco Italia saliti a bordo della nave domenica, ieri è stata la volta degli esponenti del Pd, Matteo Orfini e Maurizio Martina, i quali presenteranno un esposto in Procura per la “detenzione illegale dei migranti a bordo”.
Adesso Orfini e Martina risultano indagati per aver violato un dispositivo di Polizia. Violazione ribadita anche dalla Prefettura, che ieri sera ha inviato una nota per sottolineare di «non aver autorizzato alcun accesso alla nave, né ha il potere di farlo. I parlamentari sono stati informati del divieto e delle eventuali conseguenze di legge».
In merito ad una possibile via giudiziaria per la soluzione del caso, il procuratore capo Fabio Scavone assicura di non esserci «nessun indagato».
Per uscire dalla situazione di stallo in cui si trovano i 47 migranti a bordo della Ong potrebbe essere necessaria un’assunzione di responsabilità da parte dell’Unione Europea.


