News Siracusa. Il Consiglio Comunale della città non esiste più. L’unico ed ultimo punto all’ordine del giorno è stato approvato, in seconda convocazione, lo scorso lunedì sera.
Il provvedimento posto all’attenzione del civile consesso, prima della sua approvazione, riguardava l’acquisizione gratuita e l’accorpamento al Demanio stradale comunale di terreni di proprietà privata utilizzati ad uso pubblico.
Si è chiusa così anche l’ultima sessione consiliare. Chiusura che però porta con sé una lunga scia di rabbia e amarezza.
«É fallito il tentativo di confondere l’opinione pubblica con una sorta di sfiducia (inesistente) al sindaco Francesco Italia, adesso il Consiglio comunale non esiste più. Una ferita importante per Siracusa, una ferita che rimarrà nella storia politica della città, una ferita dalla quale, però, bisogna ripartire».
Così Michele Mangiafico ha commentato l’imminente scioglimento del Consiglio comunale, decretato dalla bocciatura in Aula del bilancio consuntivo 2018, poi approvato d’ufficio dal commissario regionale ad acta.
«Il Consiglio comunale – ha dichiarato Mangiafico – rappresentava un baluardo di democrazia ed una camera di compensazione delle frustrazioni della cittadinanza, delle aspettative disilluse, dei legittimi interessi diffusi e contrapposti. È inimmaginabile pensare che la sola Amministrazione comunale possa rispondere all’esigenza della tenuta sociale della comunità senza l’ausilio di corpi intermedi».
In quest’ottica, il dialogo diventa l’elemento prioritario. «Il primo cittadino – ha continuato Mangiafico – è chiamato da subito a recuperare un’interlocuzione costante con i partiti e movimenti civici, con la rete di associazioni, con le organizzazioni di categoria, senza escludere la possibilità e la capacità di un tavolo settimanale di confronto capace di fungere da cinghia di trasmissione. Sarà necessario moltiplicare le occasioni di ascolto, anche in ragione delle oggettive difficoltà finanziarie dell’ente e, quindi, della consapevolezza di quanto sarà difficile rispondere a bisogni e problemi che la città soffre e manifesta».
«Che sia questo il punto di partenza – ha concluso Mangiafico – per un’azione politica silenziosa ma operosa e condivisa, da contrapporre ad una politica urlata e aggressiva. Se mai ci sia stato l’alibi di un freno all’erogazione di servizi e alla realizzazione di opere, adesso la città ha bisogno di ritrovare fiducia attraverso le risposte, iniziando dalle risorse che l’approvazione del rendiconto liberava: scuole, strade, cimitero. Interventi visibili e concreti».


