“Rifinanziato in Manovra il contributo per i comuni impegnati nella gestione dei flussi migratori, tra cui quello di Augusta da sempre in prima linea nella gestione dell’emergenza sbarchi”.
A dirlo sono l parlamentari nazionali del Movimento 5 Stelle Filippo Scerra, Maria Marzana e Paolo Ficara, insieme con il senatore Pino Pisani.
I quattro esponenti di Governo commentano così il disco verde da parte del Senato all’emendamento presentato dal collega pentastellato, Pietro Lorefice.
Il documento prevede lo stanziamento di 1,5 milioni di euro che serviranno a dare un supporto ai comuni (Lampedusa e Linosa, Porto Empedocle, Pozzallo, Caltanissetta, Messina, Siculiana, Augusta, Pantelleria e Trapani) che devono garantire al contempo la sicurezza dei cittadini e dei migranti.
“Fondi che – spiegano i quattro – fanno il paio con quelli già stanziati al comune megarese nel maggio scorso sempre per le stesse finalità. Oggi, con l’approvazione dell’emendamento e con il nuovo stanziamento di somme, abbiamo voluto dare continuità a tutti quegli enti locali che in prima linea affrontano, molte volte in solitudine, l’emergenza migranti, con sbarchi improvvisati o provenienti dalle navi quarantena Covid”.
E proprio Augusta nemmeno due giorni fa è stata protagonista dell’ultimo sbarco, quello dalla nave Geo Barents di Medici senza Frontiere che a bordo aveva 558 persone salvate in mare nei giorni scorsi.
“L’istituzione di questo fondo – spiegano Scerra, Ficara, Marzana e Pisani – fortemente voluto dal governo Conte bis, ha l’obiettivo di rendere più efficiente e meno pesante sugli enti locali il fenomeno dell’accoglienza. Da anni il fenomeno degli sbarchi non è più emergenziale, ma sta diventando un fatto strutturale per la Sicilia e per i suoi comuni, che sono la frontiera europea più prossima ai paesi nordafricani dai cui porti partono questi disperati. E noi – concludono – abbiamo l’obiettivo di non lasciare soli tutti quei comuni, proprio come Augusta, che da anni si sono contraddistinti come modelli di efficienza per gli sbarchi e l’accoglienza”.


