Come ogni anno l’indagine del Sole24Ore scatta una fotografia delle città italiane, scegliendo di inquadrare la questione della vivibilità urbana tramite 42 parametri per ciascuna provincia (107 in tutto), suddivisi in sei macro aree tematiche (Ricchezza e consumi, Affari e lavoro, Ambiente e servizi, Giustizia e sicurezza, Demografia e società, Cultura e tempo libero), riferiti all’ultimo anno appena trascorso.
Milano svetta negli indicatori reddituali, di lavoro e per i servizi. Al primo posto per depositi in banca pro capite, celebra un buon tasso di occupazione e vince l’iCityrate 2018 come migliore smart city. Anche la cultura sale sul podio, con la spesa media dei milanesi al botteghino. Tra i punti deboli la sicurezza (scippi, borseggi e rapine) e l’indice di litigiosità nei tribunali. Al secondo ed al terzo posto si piazzano Bolzano, in risalita dalla quarta posizione del 2017, e Aosta, in discesa di una posizione dallo scorso anno.
Passando a Siracusa, si trova in 82ª posizione . C’è chi fa di peggio tra le siciliane e chi, invece, sorprende.
La peggiore città dell’Isola è infatti Enna, che si trova al 102° posto e che ha perso ben 18 posizioni nella classifica del Sole24Ore. Male anche Caltanissetta (100ª) che scivola di 8 posizioni e Messina (96ª) che perde sette posti rispetto alla rilevazione dello scorso anno.
Scorrendo la graduatoria troviamo Agrigento che guadagna tre posizioni e si piazza al posto numero 93, Trapani che fa un balzo di 10 punti e risale all’89° posto, Palermo che guadagna 10 punti che gli valgono l’87ª posizione, poi bene a sorpresa Catania che nonostante il dissesto economico, dichiarato nei giorni scorsi, con un +9 rispetto allo scorso anno si prende la posizione numero 84 e +7 per Ragusa che si conferma la migliore città dell’Isola e si piazza in settantatreesima posizione.


