News. L’Isola di Portopalo di Capo Passero è “libera”. Così Legambiente ha festeggiato ieri la Giornata Mondiale della Terra.
Il Cga, con un’ordinanza emessa ieri, ha bloccato l’iter per la realizzazione del resort sull’Isola di Capo Passero.
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha sospeso l’efficacia della sentenza del TAR Catania che aveva accolto il ricorso della società investitrice “Pietro Bruno di Belmonte per le Tonnare di Capopassero Sas”.
La società in questione intendeva «realizzare un complesso turistico alberghiero/ricettivo costituito da 18 suite (negli stabili per rimessaggio barche) e da un ristorante d’eccellenza, nonché da 110 stanze, bar, ristorante, centro benessere, piscine e solarium nei locali della tonnara il cui impatto sarebbe devastante per l’intero habitat, l’ecosistema ed il valore paesaggistico del sito – ha sottolineato Legambiente – non a caso tutelato da diverse norme ed inserito oltre che nel Piano Paesaggistico, nel Piano delle Riserve della Regione Siciliana».
Legambiente si oppose alla realizzazione del progetto «ritenendo che le norme di tutela relative al sito non solo non consentono alterazione dei volumi già realizzati, ma non consentono neanche l’alterazione della destinazione propria del sito e delle ragioni della sua tutela che sono incompatibili con lo sfruttamento previsto dalla diversa destinazione turistico-ricettiva».
A dicembre del 2017, Legambiente Sicilia aveva presentato un ricorso gerarchico all’Assessorato Regionale ai Beni Culturali.
«Il decreto con cui l’Assessorato aveva annullato il provvedimento della Soprintendenza – ha spiegato Legambiente Sicilia – veniva in seguito impugnato dalla società dinanzi al TAR, che lo annullava».
«Il provvedimento cautelare emesso ieri – ha aggiunto Legambiente Sicilia – è molto interessante perchè fa proprio uno dei più illuminati orientamenti giudiziari improntati al corretto bilanciamento dei diversi interessi contrapposti nelle controversie in materia ambientale e paesaggistica: quello che prevede di preservare il bene paesaggistico/ambientale sempre unico ed irripetibile, da un danno che non è riparabile rispetto all’eventuale danno economico che, invece, è sempre riparabile».
«Nella speranza che questo orientamento venga confermato anche in seguito,quando il CGA dovrà pronunciarsi definitivamente nel merito della vicenda – ha concluso Legambiente Sicilia – ribadiamo che noi non siamo pregiudizialmente contrari al recupero di manufatti storici e ad un loro utilizzo a fini produttivi, ma non possiamo accettare questo progetto che appare come una speculazione immobiliare e che sicuramente non rispetta le leggi di tutela e la storia dei luoghi».


