News Siracusa: “Plemmirio: l’ultima costa” è un documentario del regista Antonio Caia presentato al pubblico, per la prima volta, oggi nella sala conferenze del museo Archeologico Regionale “Paolo Orsi”. Proprio il museo siracusano, ricco di storia e cultura, sembra essere un terreno fertile per far crescere un’idea: custodire e difendere il Plemmirio, un paradiso ambientale incontaminato che tra breve tempo potrebbe non più esistere, un patrimonio storico-culturale che potrebbe essere dimenticato per sempre.
Un progetto audiovisivo come soluzione efficace per far conoscere ai siracusani un luogo che, oltre l’oggettiva bellezza paesaggistica, possiede uno sconosciuto valore storico e ambientale. Il documentario riflette l’impegno di un’intera generazione che racconta il Plemmirio dalla sue origini geologiche sino alle sue possibilità di essere oggi, una riserva naturale. Ed è proprio un naturalista Fabio Morreale, presidente dell’associzione “Natura Sicula”, a presentare la proiezione del documuentario raccontando al pubblico come è nato questo progetto e chi è il suo realizzatore. “Il regista Antonio Caia, un siracusano che come me condivide un sogno sul Plemmirio, valorizzare e decantare le qualità della fascia costiera, ancora solo dibattute per decidere se renderla riserva terrestre o area edificabile. Le riserve naturali – prosegue il presidente di Natura Sicula – rappresentano un buon catalizzatore economico, basti pensare alla riserva di Venidicari dove il solo ingresso principale registra 135mila visitatori ogni anno. Nel nostro modo di percepire – conclude Fabio Morreale – non è considerato utile la realizzazione di una riserva, un problema che parte dai più giovani che sconoscono luoghi come il Plemmiro, perchè non sono sintonizzati nella terra in cui vivono.
Il regista Antonio Caia crede e difende il suo documentario perché rappresenta il suo modo di essere e vivere Siracusa. Antonio vuole dare un contributo alla sua città con quest’opera e ci riesce, a partire dalle sue parole prima della visione: “importanza e valore affettivo per il Plemmirio. Oltre la bellezza oggettiva di questo mare vivo e unico. Quando si riesce a prendere consapevolezza di questo territorio si comprenderà l’importanza del Plemmirio. Non solo bellezza oggettiva ma anche una storia nascosta. L’ultima costa non è solo un titolo ad effetto, è davvero l’ultima costa rimasta intatta nella zona di Siracusa e quindi io spero che si faccia questa riserva e che tutti i siracusani possano combattere per essa”. 
Il documentario non ha bisogno di un particolare montaggio, le immagini che si susseguono parlano da sole con colori e rumori di un ambiente incontaminato. Le descrizioni di chi conosce bene la zona del Plemmirio sono un elemento piacevole che si lega perfettamente in quella purezza audiovisiva. Nella prima parte del documentario fioriscono le valenze naturalistiche e storiche esposte, dal naturalista Fabio Morreale, con le biodiversità dalla costa fino all’entroterra. La nascita geologica con le spiegazioni di Salvatore Chilardi (Paleontologo/Archeozoologo) e i viaggi in grotta di Giuseppe Spitaleri (Gruppo Speleologico Siracusano) e le descrizioni di Roberto Mirisola (Geoarcheologo). C’è lo spazio per la storia con Beatrice Basile (Soprintendente Siracusa) e Paolo Giansiracusa (Storico dell’arte). Una storia quella del Plemmiro legata a quella della città di Siracusa che scorre veloce, sino ai primi anni del ‘900. Giunge il processo di antropizzazione con la costruzione di ville e le case patronali della borghesia siracusana. 
La voce narrante di Ettore di Giovanni ci racconta passato e presente della vita al Plemmirio, pura poesia che si lega ai ricordi e alle parole di Enzo Maiorca che ha vissuto quei luoghi un tempo puri, adesso cancellati dalla cementificazione e dalle speculazioni edilizie. Una terza, e ultima parte, si rivolge alla mobilitazione dei gruppi ambientalisti per l’istituzione di una riserva che possa proteggere i preziosi tesori di cui il Plemmirio stesso è costituito. Parlano gli attivisti e i sostenitori come Carlo Gradenigo di “Sos Siracusa”, Giuseppe Patti coordinatore dei “Verdi Siracusa”, Paolo Tuttoilmondo di “Legambiente Sicilia”; insieme agli altri protagonisti di questo documentario che è testimonianza di coraggio, di natura e bellezza. Quella bellezza siracusana che non vuole essere perduta, un vanto per il capoluogo aretuseo, una grande eredità per le generazioni future. Il documentario è costruito allo scopo di far conoscere e mobilitare le coscienze. Plemmiro: l’ultima costa fa sognare con le sue immagini ma fa anche riflettere perchè popo la proiezione ognuno di noi è testimone consapevole di quanto sia importante difendere il Plemmirio e l’ambiente in cui viviamo.
Dopo il filmato è seguito un approfondimento con la presenza dell’assessore comunale all’ambiente Pierpaolo Coppa, che ha illustrato le prossime mosse dell’amministrazione aretusea sul da farsi per il Plemmirio. “Nonostante la decisione finale spetta alla regione Sicilia – sostiene l’assessore Coppa – l’amministrazione non può sottrarsi alle responsabilità della realizzazione di una riserva per il Plemmirio. Al momento la zona è tutelata dalle delibere salvaguardia del consiglio comunale, il vincolo quadriennale dall’assessorato territorio e l’ambiente, e il piano paesaggistico. Le delibere non sono sicure, mentre il piano paesaggistico è uno strumento, al momento, efficace contro le violazioni ma deve essere approvato dalla Regione per essere effettivo. La scadenza è prevista per luglio. E se non venisse approvato, questo strumento di tutela potrebbe venire meno e risulterà difficile intervenire dopo, sulla difesa del Plemmirio. Ma se politicamente la giunta non sembra possa andari avanti, il Comune potrà sollecitare l’assessorato regionale a completare il procedimento per la costituzione di una riserva al Plemmiro. La promessa dell’amministrazione – conclude PierPaolo Coppa – è quella di prendere una posizione chiara in materia con la richiesta di istituzione, da parte dell’amministrazione aretusea, della riserva e la chiusura di tale procedimento entro la settimana prossima”.

