News. Si è affrontato stamane, con la preannunciata seduta congiunta della III e V Commissione Ars, il tema legato alle sorti dei lavoratori “Acqua Azzurra” di Pachino.
La vicenda riguarda gli ingenti danni, pari a oltre 16 milioni di euro, dovuti al maltempo e alle mareggiate della fine dello scorso febbraio che hanno interessato lo stabilimento di acquacoltura di Pachino.
All’incontro di oggi erano presenti, oltre alla proprietà e ai rappresentanti sindacali, l’Assessore all’Agricoltura Bandiera e quello al Lavoro Scavone, insieme ai direttori generali del settore Pesca, Dario Cartabellotta e del Lavoro, Francesca Garoffolo.
“La situazione è oggettivamente molto grave – ha dichiarato l’On. Giovanni Cafeo – l’obiettivo principale resta quello di provare a sostenere l’azienda ma soprattutto scongiurare l’ipotesi di licenziamento collettivo per i quasi 100 dipendenti”.
“Il primo step da affrontare – ha spiegato Cafeo – riguarda l’inserimento nel collegato alla finanziaria di un emendamento che consenta di recuperare somme residue della legge 33/98, destinata a sopperire alla mancata produzione di reddito delle imprese di pesca e degli equipaggi dei natanti iscritti nei compartimenti marittimi siciliani nell’ipotesi di calamità naturali o di cause ad esse collegate. Nel frattempo – ha proseguito Cafeo – verificheremo l’istruttoria della pratica già avviata dal Governo tramite l’Irfis”.
“Se i fornitori e i lavoratori capiranno il rischio nonché la grave perdita derivante dall’eventuale dichiarazione di fallimento dell’azienda e se il Governo regionale farà la sua parte, proprio tramite l’Irfis e le eventuali risorse ricavate sbloccate con il collegato oltre ad eventuali altri aiuti, sempre nel pieno rispetto delle norme vigenti, allora – ha continuato l’On. Cafeo – si potrebbe aprire uno spiraglio per una procedura d’emergenza con il Governo nazionale per l’avvio di ammortizzatori in deroga, destinati al sostegno dei lavoratori nel periodo necessario alla ripresa dell’attività produttiva”.
“È evidente che continueremo a seguire la vicenda – ha concluso Cafeo – lavorando alacremente per evitare di aggiungere al grave danno economico e materiale già subito dall’azienda e dall’intero comparto, anche il disastro sociale derivante da 98 persone private del loro sostentamento”.


