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Pachino. Agguato di Pasquetta 2015, da tentato omicidio a lesioni: Vizzini condannato a 4 anni

di Redazione
5 Ottobre 2016
Pachino. Agguato di Pasquetta 2015, da tentato omicidio a lesioni: Vizzini condannato a 4 anni
 
VIZZINI Corrado
in foto: Corrado Vizzini

News Pachino: Condannato a quattro anni di reclusione il pachinese Corrado Vizzini, ritenuto responsabile, il 6 aprile dello scorso anno, di aver esploso numerosi colpi di pistola contro Antonino Di Maiuta, padre di uno dei tre giovani accusati dell’uccisione di Paolo Forestieri, di cui Vizzini era lo zio (LEGGI QUI). Accolta la tesi della difesa del 51enne, da parte del suo difensore Luigi Caruso Verso, a cui il gip ha attenuato il reato da tentato omicidio a lesioni. Corrado Vizzini , è stato condannato anche per il porto abusivo dell’arma e per la violazione del cosiddetto codice antimafia.

Dopo pochi di latitanza da quell’efferata uccisione, il Vizzini, si era costituito scagionando il figlio Giovanni,  che in in primo momento era posto in stato di fermo dai Carabinieri. Nel rito abbreviato celebrato al Tribunale di Siracusa, l’accusa, sostenuta dal magistrato Andrea Palmieri, ha rilevato come, anche a causa di qualche lacuna investigativa risultava dubbia la dimostrazione dell’intenzione di uccidere, per cui ha chiesto che Vizzini venisse condannato per lesioni, detenzione e porto abusivo di arma e per violazione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, alla pena di 5 anni di reclusione.

Il difensore del Vizzini ha sostenuto che vi era agli atti, sin dall’inizio, la prova positiva dell’assoluta mancanza di volontà omicida, perchè Di Maiuta era stato raggiunto dai proiettili solo agli arti inferiori ed uno alla caviglia quando era già a terra e impossibilitato a fuggire. La mancanza di volontà di uccidere sarebbe confermata, sempre secondo l’avvocato Caruso Verso, anche dalle conversazioni intercettate in carcere tra Vizzini ed i suoi familiari, nel corso delle quali l’uomo diceva chiaramente che il suo scopo era stato solo ed esclusivamente quello di ferire l’antagonista.

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