News Sicilia: operazione Pharmatraffic, anche la Sicilia c’è. Le indagini dei Nas di Milano sul reciclaggio e il commercio internazionale di farmaci rubati che hanno portato, oggi, all’arresto di 19 persone, pare avrà ripercussioni su altre sei regioni italiane, tra queste anche la Sicilia. Sono stati sequestrastri, dai carabinieri, medicinali per il valore di 3 milioni di euro, oltre il sequestro di beni per circa 23 milioni di euro. Sono finiti in arresto non solo i farmacisti ma titolari ed addetti di società di commercio all’ingrosso di farmaci, agenti di commercio e autotrasportatori tra Lombardia, Liguria, Toscana, Campania, Calabria e Sicilia.
Non prodotti farmaceutici generici ma quelli destinati alla cura del cancro ed altre malattie gravi che veinvano rivenduti all’estero attraverso un vero e proprio mercato alternativo costruito da ricettatori e riciclatori. E’ grazie a false fatturazioni ottenute da complici di societa’ estere che ripulivano i farmaci scaduti, per poi venderli a grossisti tedeschi, inglesi, olandesi e montenegrini.
Gli inquirenti della maxi indagine, partita da Monza, hanno ricostruito l’articolato flusso di furti, ricettazioni e rivendita all’estero di farmaci costosi, partita dal 2011, e di cui facevano parte oltre una cinquantina tra grossisti, trasportatori, titolari di società.
Grossisti di mezza Italia, tra cui Caltanissetta per la regione Sicilia, sono coinvolti nel traffico di farmaci sottratti direttamente alle aziende farmaceutiche, nei magazzini ospedalieri o durante il loro trasporto, non assicurandone l’integrità risultando per l’aapunto scaduti. «Le menti dell’organizzazione erano i grossisti italiani, precisamente a Milano, Monza, Sondrio, Napoli, Pavia, Genova, Caltanissetta e Crotone – spiega il Procuratore Aggiunto della Repubblica di Monza, Luisa Zanetti – i farmaci sottratti direttamente alle aziende farmaceutiche, nei magazzini ospedalieri o durante il loro trasporto, venivano rivenduti all’estero dopo essere stati ripuliti della provenienza grazie a fatturazioni fittizie emesse da società con sede in Inghilterra, Svizzera, Malta e Irlanda. Questo interrompendo spesso la catena del freddo necessaria per la conservazione e privando gli ospedali lombardi a cui erano destinati della disponibilità di preziosi composti».
