“Mi hanno levato via il sangue, il mio sangue” – sono queste le parole di Lucia mamma del giovane Renzo Formosa investito mortalmente il 22 aprile del 2017 da un 23enne aretuseo per il quale la Procura della Repubblica ha chiesto che venga processato per il reato di omicidio stradale.
Parole dure, piene di rabbia e dolore pronunciate al termine dell’udienza odierna che ha visto il 23enne che investì mortalmente Renzo Formosa, accompagnato dai suoi legali, scegliere il patteggiamento, ovvero l’applicazione della pena su richiesta delle parti.
Un procedimento speciale quello scelto dall’imputato che consiste in un accordo tra l’imputato e il Pubblico Ministero circa l’entità della pena da irrogare. Una scelta, quella effettuata dal 23enne, accolta dal pm ma ancora in fase di valutazione da parte del giudice.
In sostanza con il patteggiamento l’imputato otterrà uno “sconto” della pena fino al limite di un terzo, ma rinuncerà nel contempo anche a far valere la propria innocenza.
Dolore e rabbia per mamma Lucia e papà Giulio che tra meno di un mese dovranno affrontare il primo anno della tragica scomparsa del loro figlio primogenito.
“Un figlio rubato “ – dice mamma Lucia quando con gli occhi pieni di lacrime immagina quel figlio che non vedrà più crescere e diventare uomo. Quel figlio, Renzo, che mamma Lucia non vedrà diplomarsi, portare a casa una fidanzata, laurearsi e perché no renderla anche nonna un domani.
Accanto a Lucia e Giulio, come sempre, gli amici ed i compagni di Renzo che hanno deciso di non abbandonare neanche per un secondo la famiglia Formosa nel lungo percorso che sarà quello della giustizia.
(ha collaborato Alessia Lorefice)

