E’ una notizia che corre veloce come un treno in corsa quella della conferma, in Cassazione, della pena dell’ergastolo per Christian Leonardi, accusato di avere ucciso il 19 gennaio del 2015 la moglie Eligia Ardita e di conseguenza la bambina, Giulia, che la donna portava in grembo da otto mesi.
Leonardi, che era già stato condannato a “fine pena mai” in primo e secondo grado di giudizio nella giornata odierna ha ricevuto la conferma dell’ergastolo in Cassazione alla presenza dei suoi legali e dei legali Franco Villardita, Cristiano Leonadi e Giambattista Rizza, che rappresentano la famiglia Ardita.
Raggiunte telefonicamente le avvocate Felicia Mancini e Vera Benini dichiarano: “ci rivolgeremo alla Corte di Giustizia Europea perché fin dall’inizio non si è rispettato il principio di giusto processo“.
Immediato è il confronto con la famiglia Ardita che parla di un ergastolo di dolore che porteranno a vita.
A parlare, a nome della famiglia, è Luisa Ardita la sorella di Eligia che dichiara: “Nessuna vittoria per noi, perché Eligia e Giulia non torneranno mai più, ma questa ultima sentenza ha dato valore e rispetto a due vite strappate e spezzate da colui che avrebbe dovuto proteggerle tra le mura di casa dove ogni donna sogna il lieto fine ed una splendida famiglia. Usciamo da tre gradi di giudizio comunque sconfitti“.
Le ultime parole di Luisa Ardita sono per Christian Leonardi. Parole dure. “Anziché con arroganza e presunzione proclamarti innocente – dice a Siracusa Times, la sorella di Eligia Ardita – mettiti in grazia di Dio, la mancanza di pentimento è davvero crudele, ma diciamocela tutta non hai pietà nemmeno per te stesso“.
“Dopo sei lunghi anni di lotte e sofferenze – conclude Luisa Ardita – per dimostrare la verità, lasciamo riposare in pace Eligia e Giulia cercando di elaborare il nostro lutto“.


