Per celebrare la “notte di Halloween” ritorna al cinema il film cult La notte dei morti viventi , di George A. Romero. Un evento unico per un film unico. Perché tutto parte e finisce con Romero.
Un film a basso costo destinato al genere “b-movie” (per intenderci quei film di seconda scelta che il regista Quentin Tarantino adora inserire nei propri lavori) ma che diventerà un cult del genere horror.
“Da una navicella inviata su Venere si sono sprigionate sulla terra delle radiazioni che hanno risvegliato i cervelli di tutti i morti facendoli uscire dalle tombe per aggredire e cibarsi delle carni dei vivi e, per ogni umano che muore, nasce immediatamente il suo corrispettivo zombie”
Da una semplice trama si genera un classico assoluto, incluso tra i primi film di particolare rilevanza storica, culturale ed estetica, oggi, a 46 anni di distanza dal suo folgorante e nerissimo esordio, in occasione della notte del “dolcetto o scherzetto” torna al cinema (stasera al Multisala Planet di Siracusa).
Il regista Geroge A. Romero con La notte dei morti viventi e tutti i suoi sequel, ha dato allo zombie una connotazione apocalittico-politica che è diventata, poi, un punto di riferimento per vecchi e nuovi cineasti.
La notte dei morti viventi non è un semplice horror. Uscito nel 1968, in piena Guerra del Vietnam, il film è stato visto dalla stampa come una pura metafora di tipo etico e politico.
Tanti i punti di vista per le più disparate interpretazioni: un messaggio sovversivo, contro la società americana degli anni ’60. Un’estensione della Guerra fredda, con gli zombi a rappresentare i sovietici. Una critica alla guerra e agli orrori in Vietnam. Per non parlare infine del protagonista nero, eroe poi giustiziato dai suoi simili, una chiara critica al razzismo.
L’ apocalisse romeriana, quindi, piomba nell’immaginario degli anni ’60 con tutte le paure e quella sensazione d’insicurezza latente dell’uomo medio americano. Un orrore che viene fatto uscire a forza di urla e morsi degli zombie, in un mondo dove l’istinto di sopravvivenza divora la razionalità e ogni briciolo di umanità.
La notte dei morti viventi è distribuita lungo l’intero arco di una notte d’assedio all’interno di una casa, dove i suoi occupanti lotteranno con se stessi, i loro istinti più bassi e la necessità di sopravvivere agli eventi e a un esercito di cadaveri ambulanti, affamati di sangue e cervelli.
Quello che il film di Romero provoca nello spettatore è una stupefacente contaminazione emotiva. Il pubbico, ormai contagiato dalla visione del film, si confronta con le sue più grandi paure: la morte, il terribile dubbio su un eventuale “Aldilà”, il disfacimento della carne, l’istinto animale e il cannibalismo.
Queste semplici creature mangia carne, naturalmente programmate per divorarci, pare abbiano molto da raccontare sull’uomo. Tra un morso e un altro, riescono a farci riflettere sul fatto che, in fondo, non siamo così diversi da loro.
Uomo: guarda, spaventati e poi rifletti.


