News. Il futuro dell’ospedale Trigona di Noto e la continuità del servizio sanitario nella zona Sud di Siracusa sono stati i temi centrali dell’audizione di ieri mattina in commissione Sanità all’Ars. Tra i punti discussi, l’autorizzazione dell’assessorato regionale alla Salute pervenuta all’Asp per predisporre il bando al fine di trasferire all’ospedale Trigona di Noto dei posti letto in affitto ai privati. Si è poi parlato dell’iter secondo cui l’Asp dovrà prima fare aggiornare la valutazione dell’immobile dell’ospedale Trigona.
“L’assegnazione di alcuni piani ai privati – ha precisato Stefano Zito, deputato regionale all’Ars del Movimento 5 Stelle – non è una soluzione che ci convince ma sembrerebbe l’unica strada percorribile per offrire al territorio la continuità del servizio sanitario, rispettando quanto purtroppo indicato dalla rete ospedaliera regionale già approvata e a cui non si vogliono fare altre modifiche”.
Anche il deputato M5S Giorgio Pasqua è d’accordo con Zito e ha sottolineato: “Una soluzione che ci sarebbe piaciuta sarebbe stata quella per cui l’assessore Razza avesse modificato seriamente la rete ospedaliera regionale per fare rimanere l’ospedale Trigona di Noto una struttura pubblica con reparti anch’essi pubblici”.
A ciò Stefano Zito ha aggiunto: “Il bando per l’assegnazione dei posti, in cui verrà inserita anche la valutazione dell’Agenzia delle Entrate, sarà emanato circa 40 – 60 giorni dalla stima dell’immobile. In base a chi si aggiudicherà il bando – ha proseguito Zito – partirà poi l’altro iter per spostare da Siracusa i posti privati all’ospedale di Noto. Dopodiché verrà completato ciò che è previsto dalla rete ospedaliera: i reparti passeranno ad Avola; mentre, a Noto rimarranno i reparti che si porteranno i privati e i posti per lungodegenza. A quanto già detto si aggiunge anche la possibilità di valutare due proposte: la prima è quella di portare a Noto un’ambulanza medicalizzata; la seconda è quella di inserire nella zona Sud un punto per la rete Sten e Stam, ossia ambulanze attrezzate per il servizio di trasporto in emergenza neonatale (la prima) e assistito materno (la seconda)”.


