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Noto, aggressione al direttore dell’Ospedale Trigona Di Lorenzo: il coro di solidarietà

di Redazione
13 Aprile 2019
Noto, aggressione al direttore dell’Ospedale Trigona Di Lorenzo: il coro di solidarietà
 

News Noto. Il direttore sanitario dell’ospedale di Avola–Noto Trigona, Rosario Di Lorenzo, è stato vittima di un’aggressione nel corso della manifestazione avvenuta ieri mattina presso il presidio netino, connotata da tensione e nervosismo.

“Nella veste di direttore sanitario dell’Asp di Siracusa e presidente dell’Ordine dei Medici, a nome dell’intera
classe medica esprimo tutta l’indignazione della categoria per la vile aggressione”. Ha affermato il
direttore sanitario dell’ASP Anselmo Madeddu, che ha continuato: “Annuncio sin da adesso che l’Ordine dei Medici insieme all’Asp di Siracusa non esiterà ad adire le vie legali qualora emergessero profili di responsabilità penale. A lui, così come a tutti gli operatori sanitari vittime di violenza e ai pazienti ricoverati vanno la solidarietà dell’intero mondo medico e del direttore generale dell’ASP di Siracusa Salvatore Lucio Ficarra che, fuori sede, ho prontamente informato stamattina dell’accaduto, del direttore amministrativo Giuseppe Di Bella e dei direttori dei Dipartimenti aziendali”.

“Non si giochi con la salute dei cittadini! Noto – ha spiegato Madeddu – è una città dalla millenaria civiltà, una città che amo, splendida nelle cose, civilissima nella gente. E i suoi cittadini meritano il massimo rispetto. Chi rappresenta le istituzioni a Noto ha il dovere di informarli correttamente e serenamente”. “Uno dei peggiori difetti dello spirito, scriveva Pascal, è vedere solo ciò che si vuol vedere. Le dichiarazioni del sindaco Bonfanti – ha proseguito Madeddu – ci costringono a dei chiarimenti. Nello scorso Consiglio Comunale non si è mai promesso che il punto nascita potesse ritornare a Noto nei termini da lui riferiti. E’ stato ribadito invece che fino a quando non ci saranno le necessarie condizioni di sicurezza rimarrà a Siracusa”.

Il direttore sanitario, dunque, riporta la questione dal piano politico a quello tecnico. “Nei giorni precedenti al trasferimento, il punto nascita si era ridotto a soli due pediatri e non possedeva più le condizioni di sicurezza previste dalla legge. La ASP ha prontamente pubblicato bandi per reperire nuovi pediatri, ma si tratta di figure difficilmente reperibili per l’esiguo numero fornito dalle scuole di specializzazione, e ad oggi non è stato possibile assumerne nuovi. Una settimana prima, peraltro, un bambino nato immaturo nel presidio netino ha rischiato di morire proprio per questi motivi, ed è stato salvato solo grazie alla grande professionalità dei medici e al trasferimento in urgenza alla UTIN di Siracusa”. Il trasferimento del punto nascita nel nosocomio aretuseo, pertanto, è stato dettato esclusivamente da motivi di sicurezza clinica per i nascituri e le mamme. E lì resterà finché non sarà possibile garantirne anche altrove la massima sicurezza. Non permetteremo a nessuno che possa esserci un altro caso “Nicole” in Sicilia, e che un bambino possa morire sol perché ci si intestardisce a pretendere l’apertura di reparti chiusi dalla legge e resi pericolosissimi dalla mancanza delle minime condizioni di sicurezza. Dinanzi a tale solare interesse pubblico, ogni altra polemica appare semplice dietrologia. Il sindaco di Noto, se ha a cuore i suoi cittadini – come riteniamo – abbia la cortesia di dir loro l’intera verità. E la verità è che il trasferimento del punto nascita da Noto, oltre che per i motivi di sicurezza di cui prima, non è imposto dal capriccio di uno o più dirigenti della ASP, ma dalle leggi dello Stato. E le leggi si rispettano!”.

Nel caso specifico la legge è il decreto assessoriale 22/2019 che adegua la rete ospedaliera siciliana agli standard del decreto ministeriale “Balduzzi”. “Non è irrilevante notare – ha aggiunto Madeddu – che sugli ospedali di Avola e Noto l’attuale decreto non ha modificato l’impianto del decreto precedente, sul quale era stato già espresso il parere favorevole della Conferenza dei Sindaci, ivi compreso quello dello stesso Bonfanti”.

Tuttavia la ASP ha assunto l’impegno di non trasferire alcuno dei reparti ancora a Noto (ma destinati ad Avola dal decreto), se prima non vengono attivati i reparti che invece lo stesso decreto prevede di istituire a Noto, ovvero Lungodegenza e Riabilitazione. “E questo è esattamente quello che si è fatto – ha continuato Madeddu – considerato che il punto nascita non è stato trasferito ad Avola (e si trova a Siracusa per i motivi di cui prima), e considerato anche che il primo passo verso la rifunzionalizzazione è stata l’attivazione dei nuovi reparti di Lungodegenza e Riabilitazione a Noto. Solo nella terra di Pirandello può accadere che un sindaco contesti non la chiusura del proprio ospedale (visto che nessuno lo ha chiuso), ma l’apertura di due nuovi reparti!”

Peraltro, la ASP, andando oltre le previsioni del decreto, ha chiesto alla Regione l’apertura a Noto di altri 20 posti di RSA e l’accesso agli Accreditati. “Insieme al direttore Ficarra e al dottor Di Bella, ringrazio l’assessore Razza per aver prontamente assicurato piena disponibilità in tal senso, proprio per l’attenzione che il governo regionale pone su questo territorio”.

Ciononostante, in questi giorni si sono registrate proteste e persino l’occupazione del nosocomio netino, con disagi per medici e ricoverati. “Dispiace – conclude Madeddu – aver appreso da colleghi di aver ricevuto minacce sul luogo di lavoro per il clima di tensione creatosi. La Storia è maestra di vita. E allora mi piace ricordare che, durante l’epidemia di colera del 1837, alcune forze politiche diffusero la voce a Siracusa che quel morbo era dovuto ad una polverina velenosa sparsa da alcuni untori inviati dal governo borbonico. E così, come raccontano gli storici, finì che il clima di caccia alle streghe scatenato da quelle dicerie dell’untore fecero più vittime della stessa epidemia. Ci appelliamo dunque al senso di responsabilità di chi a Noto rappresenta le istituzioni, perché venga restituita a tutto l’ambiente quella serenità necessaria per un costruttivo dialogo come nelle migliori tradizioni della civilissima città di Noto e col solo scopo di costruire insieme quella sanità d’eccellenza che tutta la zona sud si merita. Ma con tre principi su tutti: la sicurezza dei pazienti, quella degli operatori sanitari e il rispetto delle leggi”.

Numerosi i messaggi di solidarietà al direttore sanitario Di Lorenzo giunti dai direttori dei dipartimenti dell’Asp: Michele Stornello, direttore del Dipartimento per l’Emergenza e segretario regionale del Sindacato ANPO; Maria Lia Contrino, Direttore Dipartimento di Prevenzione Medico; Antonino Bucolo, Direttore del Dipartimento Materno Infantile; Giovanni Trombatore, Direttore Dipartimento Area Chirurgica; Roberto Cafiso, Direttore Dipartimento Salute mentale; Eugenio Bonanno, Direttore del Dipartimento Amministrativo; Giuseppe Daidone, Direttore del Dipartimento Area Medica; Giuseppe Capodieci Direttore Dipartimento Area Radiologica e Segretario regionale FASSID e Franco Ingala, Direttore Dipartimento delle Attività Accreditate ospedaliere residenziali e semiresidenziali.

Al direttore sanitario Di Lorenzo anche la solidarietà della Cisl con il segretario generale della Fp Cisl di Ragusa e Siracusa, Daniele Passanisi e il responsabile del Dipartimento Sanità pubblica del sindacato, Mauro Bonarrigo, che hanno ribadito la vicinanza dell’intera organizzazione sindacale. Il sindacato ha tenuto a stigmatizzare il gesto prendendo le distanze dai responsabili, esprimendo completa solidarietà e pieno sostegno al direttore sanitario dell’ospedale Avola-Noto per l’attività svolta finora.

“Una vicenda – hanno sottolineato Passanisi e Bonarrigo – che lo ha visto rischiare la propria incolumità personale a causa di alcuni facinorosi che hanno preso di mira la personale che, più di tutte, nel suo ruolo professionale si è impegnata alacremente nella quotidianità degli ultimi quattordici anni per garantire la sicurezza degli assistiti della zona sud della provincia, gestendo egregiamente un ospedale riunito, composto da due nosocomi, a cui le scelte della politica aveva lasciato enormi criticità che rendono ad oggi difficile conciliare la logistica delle due strutture sanitarie con il diritto alla salute”.

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Tags: aspcislnews noto
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