News Sicilia: Diciotto anni di carcere per il piu’ grosso naufragio della storia dell’immigrazione. Era il 18 aprile del 2015 quando più di 700 vittime rimasero intrappolate nella nave colata a picco sul fondo del mare, nel Canale di Sicilia (Leggi qui). Solo 28 sopravvissero, alcuni dei quali oggi per la prima volta costituitisi parte civile.
Il barcone e’ stato poi recuperato in fondo al mare un anno dopo e portato a galla e trasportato poi nella base della Marina militare di Melilli dove le salme sono state tutte recuperate e ricomposte con la più grande operazione di medicina legale di tutti i tempi portata a compimento dall’equipe coordinata dalla professoressa Cristina Cattaneo (Leggi qui).
I due sono stati condannati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ma il “capitano” è stato ritenuto colpevole anche dei reati di omicidio colposo plurimo e naufragio. Gli imputati si sono sempre proclamati innocenti, sostenendo di essere dei semplici “passeggeri” come gli altri migranti. La Procura di Catania, con i sostituti Rocco Liguori e Andrea Bonomo, aveva chiesto la condanna di Malik a 18 anni e di Bikhit a sei anni e il pagamento di un risarcimento danni di tre milioni di euro. Sia il comandante che il mozzo avevano provato a dichiararsi innocenti sostenendo di essere due passeggeri sopravvissuti del barcone. La mattina della sentenza Malek aveva fatto dichiarazioni spontanee dicendo di avere un figlio da una italiana e di volerla sposare e rimanere in Italia ma il giudice non ha creduto alle sue parole.