News Siracusa. Botta e risposta. Un botta e risposta non politico, come siamo “abituati” nella quotidianità.
Dopo lo sfogo della mamma di Renzo Formosa che ha “invitato” la Procura a velocizzare i tempi sottolineando “l’ingiustizia” del rito abbreviato e sottolineato il fatto che al giovane che investì mortalmente Renzo non fu subito ritirata la patente non è tardata ad arrivare la replica del Comandate della Polizia Municipale, Enzo Miccoli.
«L’ordinanza di sospensione della patente di guida Prot. n. 33388/1.20B.3/Div.CT emessa dalla Prefettura di Siracusa a carico del soggetto investitore è stata assunta al Protocollo Generale il 12/01/2018 col nr. 5190. E’ stata notificata il 15/01/2018, su delega dell’avente causa, al genitore che, nella circostanza, ha consegnato la patente di guida del figlio. Il provvedimento è stato inserito nella banca dati SDI (Sistema di Indagini in uso alle Forze di Polizia, operanti su tutto il territorio nazionale) il 18/01/2018. Si ritiene di avere fornito gli elementi utili al caso».
Non tarda la risposta della famiglia di Renzo. Mamma Lucia e papà Giulio, infatti, replicano immediatamente: «in riscontro alla nota del Comandante della polizia Municipale di Siracusa, si replica che il ritiro della patente nei confronti del responsabile del sinistro in cui ha purtroppo perso la vita nostro figlio Renzo è avvenuto ben nove mesi dal sinistro,omettendo il comma 2 articolo 223 del codice stradale, durante i quali il 23enne ha continuato indisturbato a guidare. La sospenzione è avvenuta solo ed esclusivamente in seguito a provvedimento della prefettura di Siracusa, notiziato, per altro in maniera parziale, delle violazioni al codice della strada commesse dal ragazzo».
Eppure questa non è una guerra. Non è una partita di calcio. Il triplice fischio finale è arrivato solo per Renzo Formosa che da più di un anno, ormai, ha smesso di sorridere.


